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Il bomber Michael Pellegrini dal Castelbadie al Perignano

di Alessandro Bientinesi
Il bomber Michael Pellegrini dal Castelbadie al Perignano

CASTELLINA. Michael Pellegrini è stato una bandiera di una squadra trascinata a suon di gol, in nove anni, dalla seconda categoria fino alla Promozione. Bomber con i muscoli d’acciaio, un passato da...

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CASTELLINA. Michael Pellegrini è stato una bandiera di una squadra trascinata a suon di gol, in nove anni, dalla seconda categoria fino alla Promozione. Bomber con i muscoli d’acciaio, un passato da karateka e un lavoro da cartongessista. Per uno strano incrocio del destino le fortune sue e del Castelbadie calcio si sono incrociate per anni con un super sponsor che fattura miliari di euro in tutto il mondo proprio anche con il cartongesso. Dalla prossima stagione, però, Pellegrini non vestirà più la maglia giallorossa ma resterà in Promozione: accordo già raggiunto con il neopromosso Perignano.

Padre di tre figli anche se giovanissimo, livornese doc ma con il Pisa nel suo destino, dopo quasi un decennio da vera star del Castelbadie (con un solo infortunio muscolare alle spalle) e una vita degna di un libro (e alla fine pure un romanzo sulla sua storia è stato pubblicato da Valberto Miliani), Michael Pellegrini lascia la casacca giallorossa per accasarsi con l’ambizioso Perignano, neopromosso in Promozione. Questo per la categoria è sicuramente il colpo più importante, visto il calibro e la lunghissima permanenza di Pellegrini alla corte del presidente Sauro Masini.

«Le squadre che mi hanno cercato sono state davvero tante, anche in Eccellenza, ma alla fine quelli che mi hanno “corteggiato” ogni giorno sono stati i dirigenti del Perignano – spiega l’ormai ex capitano del Castelbadie Michael Pellegrini – dopo nove anni si chiude una pagina importante di carriera e di vita. Quando il presidente Masini mi ha preso dal Pontino avevo diciotto anni, lo posso considerare come un padre». E all’epoca il suo primo cartellino venne pagato mille euro. Cifra che oggi vista la caratura dell’attaccante appare irrisoria.

Nel corso dell’esperienza in quel di Castellina Pellegrini diventa padre per ben tre volte. Erika, la sua compagna e prima tifosa, gli regala i gol più belli: Alessio di 5 anni, Mattia di 3 e la piccola Alice arrivata da pochi mesi, quando ormai il suo “matrimonio” col Castelbadie era già alla fine.

«Avevo bisogno di nuovi stimoli, non c’è nessun rimpianto – spiega il bomber operaio – l’occasione della vita, forse, ho potuto toccarla con mano due anni fa quando andai in ritiro con il Pisa. Io livornese doc non fui accolto bene dai tifosi nerazzurri e alla fine, nonostante non avessi demeritato durante quel mese, le cose non sono andate. Adesso non penso più a fare il professionista, il treno giusto poteva essere quello e non è andato. Ora mi dedico al lavoro e alla mia famiglia, come calciatore resto nei dilettanti».

Due dediche. «A mister Diego Bianchini al quale devo tanto e a due grandi calciatori e uomini: Daniel Pashja e Giulio Mainardi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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