Proteste
Due bus già pronti per Perignano
Sale la febbre per la doppia trasferta che vale la stagione: Cecina con 100 tifosi al seguito
CECINA. Chissà se Tersilio Ceccanti, presidente del Cecina calcio, si immaginava un finale così. Domenica, i rossoblù giocheranno in trasferta a Perignano, poi visiteranno il campo di Larderello per sfidare la Geotermica e infine rientreranno al “Loris Rossetti” per il derby contro il Donoratico. Roba vietata ai cardiopatici. Ma il calcio è passione e tensione, coraggio e arrembaggio: per questo affascina, perché è imprevedibile. In città, da giorni non si parla d’altro per via della posta in palio, la promozione diretta, e della voglia di rientrare al più presto nel giro che conta.
Due pullman per Perignano. «Sarà battaglia – sibila Enza Santini, presidente del club femminile “Cecina nel cuore”, al telefono – perché i padroni di casa non molleranno una zolla di campo. Ai ragazzi chiedo non un banale pareggio, ma la vittoria. Certo, la gara non sarà bella, ma non c’è bisogno di spiegarne i motivi. Ripeto: voglio i tre punti. Ne passa una sola, sennò come si fa? E allora chi gioca rimanga concentrato e non tiri indietro la gamba. Mai come questa volta servirà segnare e difendersi». Enza, come sempre, cucinerà per la truppa riunita al comunale prima di partire in auto con la famiglia. E la “curva”? Il torneo di Prima categoria per i rossoblù non è stato piacevole, ma il tifo non è mai mancato. La prova viene dalla tribuna coperta dietro alla porta lato nord, da sempre covo dei sostenitori pronti, con i cori e gli striscioni, a sostenere il Cecina non soltanto allo stadio. Erano e restano l’uomo in più in campo, dice il proverbio. Vero. Domenica percorreranno altri chilometri con due pullman, uno da 35 posti e l’altro da 30 più le macchine, per sognare ancora.
Tifo a sorpresa. La società ha lanciato l’appello, loro hanno risposto subito. La casacca è una fede, la trasferta è un rito. Soprattutto quando la pressione sale e il tempo stringe. Comanda la classifica: Geotermica 55, Perignano e rossoblù insieme a sgomitare a 53. Gli “Ultimi rimasti” e i “Cani sciolti”, il popolo oltre la rete, forse hanno pronta qualche sorpresa. Fantasia e idee non mancano. «Sarà una finale – dice Salvatore Papotto, che non fa parte di nessuno dei due gruppi ma segue i rossoblù da trent’anni – giocata con i nervi tesi. A decidere potrebbe essere un episodio. La squadra? I risultati ci sostengono, i giocatori vengono da una vittoria sofferta e l’entusiasmo è la nostra linfa. Vorremmo il successo e alla fine la promozione diretta». Di spareggi, a conti fatti, nessuno vuole parlare: tutto deve ancora succedere, e la capolista Geotermica è attesa a Monterotondo. Sarà una domenica di passione, da trascorrere tra mille telefonate e messaggi.
La curva c’è. «Ci saremo – commenta Gianmarco Gremigni, fondatore nel 2012 degli “Ultimi rimasti”, nati dalle ceneri degli “Sbandati” – e speriamo di vincere. Immaginiamo che non sarà facile, anzi. Peccato per qualche punto perso nei mesi scorsi, ma i ragazzi si impegneranno, sono sicuro». Gli ultrà, con le loro grandi bandiere, non attendono che domenica. Al faccia a faccia che potrebbe segnare la svolta mancano tre giorni. Dirigenti, giocatori, appassionati e addetti ai lavori contano anche le ore. Il calcio non è una scienza esatta, è noto. Perciò nessuno dorme tranquillo, pensando chissà quali trame ordiscono in provincia di Pisa. Non rimane che imbarcarsi e aspettare il fischio d’inizio…
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