Sicurezza
Rosignano: dirigenti pronti a rimettere il mandato
La società ha il fiato corto ed è schiacciata dal peso di 140mila euro di debiti «Abbiamo sanato 18 vertenze, ma per attrarre nuovi sponsor serve tempo»
ROSIGNANO. Dopo 7 mesi di attività la nuova gestione del Rosignano Sei Rose ha stilato un bilancio complessivo per definire se e come la società possa avere un futuro. La sintesi è che i presupposti per proseguire non ci sono e si pensa di rimettere il mandato al termine della stagione.
Proprio ieri il club di via della Repubblica si è dato a queste considerazioni senza celare il rammarico nel preannunciare tale epilogo che ad oggi secondo la stessa dirigenza appare inevitabile. Così «andremo a disperdere lo sforzo prodotto - si afferma nella nota - che ha dato nuova credibilità economica e tecnica, legata al doveroso rispetto degli impegni presi e ad un'attenta gestione che ha tenuto conto delle risorse disponibili con la massima trasparenza. Le principali motivazioni che portano a questa decisione trovano fondamento nella situazione economica pregressa legata alle precedenti gestioni. Infatti i debiti cumulati nelle stagioni scorse, con particolare riferimento alle stagioni 2011/12 e 2012/13, compromettono l'attività futura e impediscono al direttivo ogni impegno». Il comunicato emesso dalla dirigenza spiega che si fosse di fronte ad una società fragile economicamente e strutturalmente che non poteva affrontare, nel breve, la situazione debitoria pregressa. «Di fatto abbiamo dovuto fronteggiare da subito le 18 vertenze legate a giocatori e tecnici delle gestioni 2011/12 e 2012/13 per un valore complessivo di circa 80mila euro e se da un lato possiamo oggi affermare, con la chiusura delle ultime due vertenze di Cannarsa e di Mordagà, che l'operazione è conclusa, dobbiamo anche constatare quanto questo stia mettendo la società in difficoltà nel gestire la corrente stagione togliendole risorse e liquidità». Ma la situazione debitoria legata al passato non si esaurisce qui.
Rimangono «decreti ingiuntivi, un assegno non coperto depositato in banca a giugno e altre situazioni che stanno emergendo; il tutto per un valore di circa 140mila euro». Il direttivo ha quindi ricordato di aver «sempre detto che occorreva tempo per attrarre nuovi sponsor da coagulare intorno al miglioramento degli impianti sportivi e di conseguenza alla società». In questo però «non ci hanno aiutato le problematiche legate agli impianti, vedi il ritardo delle convenzioni». Rispetto all'ottimale utilizzo degli impianti sportivi, in particolare il Falchini-Lillatro «il ritardo di 6 mesi dovuto alle note vicende che hanno costretto l'amministrazione comunale a indire in gennaio una nuova gara, di fatto ha comportato uno slittamento effettivo di 12,18 mesi, considerando che si tratta di un impianto sportivo che deve essere operativo da luglio a aprile».
E la sua non disponibilità immediata avrebbe compromesso la possibilità di realizzare interventi nella stagione in corso provocando poi l'allontanamento di possibili sponsor privati.(f.c.)
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