Il Tirreno

Doping, primo interrogatorio per Pagliara

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Doping, primo interrogatorio per Pagliara

Il pugile cecinese atteso dal match più difficile: dovrà dimostrare che l’accusa di aver assunto un diuretico è infondata

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CECINA. Sarà il primo round del match più difficile della sua vita. Floriano Pagliara dovrà difendersi dal montante più infamante di tutti, un colpo da ko: l’accusa di essere un atleta dopato.

Oggi Pagliara, con il suo avvocato Paolo Rodella, sarà a Roma di fronte alla procura antidoping per il primo interrogatorio relativo alla sua vicenda. Una positività ad un diuretico (idroclorotiazide, clorotiazide) emersa il 12 novembre scorso e relativa al controllo effettuato la sera del 25 ottobre 2013, quando Pagliara a Cecina aveva difeso contro il fiorentino Angelo Ardito il titolo italiano conquistato nel luglio precedente contro il napoletano Nicola Cipolletta.

«Si tratta di un primo passo importante anche se oggi non verrà deciso nulla – spiega l’avvocato Rodella parlando dell’interrogatorio che si terrà alle 14 al Foro Italico di Roma – la procura antidoping avrà due componenti che interrogheranno Floriano e questo sarà l’organo che formulerà il capo di accusa. Sarà redatto, poi, un verbale».

Con Pagliara, oltre al suo legale, ci sarà il dottor Pieraccini, consulente scientifico della difesa. Ma quale sarà, dunque, la strategia difensiva del pugile? «In questo momento non si decide nulla, pur essendo una tappa importante – spiega Rodella – fino a domani (oggi ndr), quando incontrerò Floriano qui a Roma, valuterò con lui la difesa».

Dietro alla prudenza e riservatezza del legale del pugile cecinese ci sono, in realtà, almeno due mesi di lavoro e centinaia di analisi. E altre ancora da effettuare. L’oggetto incriminatorio della procura antidoping prevede, infatti, che Pagliara dia delle spiegazioni della sua positività compatibili con le risultanze delle analisi di laboratorio. Nelle settimane scorse, poi, la difesa ha chiesto ufficialmente alla procura antidoping la possibilità di analizzare dei dati più approfonditi del campione che ha provocato la positività e la conseguente sospensione di Pagliara.

In particolare si vorrebbe verificare la congruenza tra profilo degli ormoni androgeni delle urine del test antidoping del 25 ottobre con quelle effettuate dalla difesa sul campione cecinese. Questa richiesta per ora è stata respinta, anche perché le norme della Wada (l’agenzia antidoping mondiale) per tali dati più approfonditi prevedono una motivazione dettagliata, che la difesa ha nuovamente inoltrato e che anche oggi, di fronte alla procura antidoping, potrebbe richiedere per fornire spiegazioni sulla positività di Pagliara.

Il passo successivo potrebbe essere, ma siamo puramente sul piano delle ipotesi, la richiesta del test del Dna. Nel frattempo Pagliara, superato un momento difficile, è tornato mercoledì a Cecina, dove resterà fino alla prossima settimana.

«Sono contento di come stiamo lavorando con il mio avvocato e spero di fare chiarezza su tutta questa vicenda – spiega il cecinese che il 31 dicembre ha compiuto 35 anni – a Cecina ho ritrovato tante persone che si sono preoccupate per me e mi stanno dando la forza per affrontare questo difficilissimo match. Ho sfiorato in questi mesi la depressione, ma non voglio che 20 anni di carriera si chiudano con questa macchia».

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