Il Tirreno

«Frange di tifosi ingrati» Ceccanti lascia il Cecina

«Frange di tifosi ingrati» Ceccanti lascia il Cecina

Il presidente e il consiglio si dimettono per protesta contro un gruppo di ultrà «Hanno tenuto comportamenti lesivi e offensivi». Il paradosso: la squadra è prima

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Un terremoto. Il comunicato ufficiale dell’Acs Cecina calcio arriva in redazione poco prima delle 21 di ieri sera. Poche parole per confermare che, dopo il comportamento dei tifosi e il consiglio riunito in fretta, il presidente Tersilio Ceccanti si è dimesso e, con lui, l’intero direttivo. La società torna nelle mani del sindaco di Cecina, Stefano Benedetti, che oggi deciderà cosa fare. Il problema è grave, perché i rossoblù sono in testa al girone D di Prima categoria ma, se entro stasera non ci saranno soluzioni, il campionato potrebbe finire qui. Da non credere. Un passo indietro. Gli “Ultimi rimasti”, ossia i sostenitori che seguono i ragazzi anche in trasferta, domenica hanno esposto uno striscione davanti alla tribuna nord («Voi pensate a infamare, noi continuiamo a tifare») e organizzato cori («Ceccanti come La Valle») che hanno colpito la sensibilità del presidente. A monte, i 1600 euro spesi il mese scorso per pagare due multe causate dallo scoppio dei petardi durante il derby in collina a Montescudaio e la gara contro l’Aquila Scintilla due settimane fa. Il sodalizio, prima di quest’ultima partita, ha lanciato anche un appello, ma non è servito. Due giorni orsono, la rottura durante la sfida con il Lorenzana-Crespina. Il consiglio, riunito lunedì sera, ha sciolto ogni dubbio in due ore. «Mi sono dimesso perché non accetto comportamenti del genere – ha detto Ceccanti – e il direttivo ha fatto lo stesso per solidarietà nei miei confronti». Già, perché ai dirigenti non sono piaciuti gli atteggiamenti dei sostenitori che, se a Massimiliano Frolli e alla sua pattuglia vogliono bene, devono dimostrarglielo in altro modo.

Non così, ma con qualche sano esempio di cultura sportiva, evitando frasi spiacevoli e certi paragoni. Oggi è un altro giorno. «Il presidente, preso atto del reiterato comportamento di alcune frange di tifosi, gravemente lesive ed offensive, ha rassegnato nel corso della riunione le proprie dimissioni. Il consiglio, all’unanimità, esprime tutta la solidarietà al presidente oggetto di ingiustificati cori offensivi; tutti i consiglieri rimettono il proprio mandato e affidano la società nelle mani del sindaco di Cecina». Questo è scritto nel comunicato ufficiale. Giusto domandarsi: cosa succederà adesso? E’ probabile che Stefano Benedetti convochi alla svelta le parti. E se non arriva una risposta in poche ore, addio calcio a Cecina e sogni di gloria. Un epilogo degno di un romanzo, con il paradosso della squadra prima in classifica, la città ammutolita e gli amanti del pallone senza parole. Non è possibile: siamo a novembre e in via Puccini il terremoto è pronto a spazzare via la storia di questa gloriosa società. Forse, per sempre.

Michele Falorni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web