«Quel ricordo del 2008 svanito al primo gong»
Boxe tricolore: Pagliara confessa i timori iniziali «Ma con Don Saxby avevamo pianificato il match»
CECINA. I segni sul volto e i dolori al corpo quando i suoi tifosi l’hanno portato in trionfo sono il simbolo della battaglia appena sostenuta sul ring. Floriano Pagliara venerdì sera si è confermato campione italiano dei pesi superpiuma con una prova di maturità contro un pugile, il fiorentino Angelo Ardito, partito alla grande ma in debito di ossigeno dopo il giro di boa del match tra la quinta e la sesta ripresa. «L’inizio non è stato facile perché Ardito, come mi aspettavo, è partito a tutta – spiega il due volte campione italiano – sapevo che dovevo gestire le energie e usare la testa, ma non era facile contenere il mio avversario».
Per Pagliara, poi, un avvio di match con in testa il pensiero del ko subìto, proprio al Pala Frontera, nel 2008. «Lo devo ammettere, quando sono uscito dagli spogliatoi venerdì ho avuto come un brutto flash back – spiega Floriano – era tutto esattamente come cinque anni prima. Il sottopasso, i tifosi che mi acclamavano, gli striscioni e le bandiere. Per un attimo mi sono sentito a disagio, inevitabilmente ho ripensato a quel brutto ko». Una volta salito sul ring, nonostante il pressing asfissiante del rivale fiorentino, Pagliara è riuscito, ripresa dopo ripresa, a prendere il controllo delle operazioni centrando con colpi più precisi e una boxe tecnicamente migliore Ardito.
«Con il mio trainer Don Saxby avevamo pianificato ben quattro diverse strategie – rivela Pagliara – l’ho ascoltato e a partire da metà dello scontro ho visto Ardito più in difficoltà. Sapevo di non poter rischiare perché i suoi colpi fanno male, alla fine è andata bene». E così è stato, finale in assoluto controllo e trionfo in mezzo ad una bolgia incredibile. In fin dei conti non ci si poteva aspettare una vittoria facile, dopo pochi secondi. Il copione per un atleta che in 35 anni di vita ha vissuto come in un ottovolante tra vittorie esaltanti e cocenti delusioni non poteva essere quello. Anche il suo pubblico l’ha capito e dal silenzio della prima ripresa, oltre che la tensione per l’inizio della sfida, si è capita anche la maturità dei suoi sostenitori. Floriano Pagliara è l’idolo dei cecinesi anche per questo: non è un campione perfetto, imbattibile e quasi inavvicinabile. Pagliara piace perché sta in mezzo alla gente, quando torna a Cecina non “fa l’americano”, ma è quello di sempre. Con la differenza che adesso, con una bella riconferma del titolo italiano, all’orizzonte c’è la concreta possibilità di avvicinarsi al titolo europeo. Per Don Saxby, forse uno dei veri segreti della rinascita di un pugile che sembrava finito solo 5 anni fa, Floriano ha tutti i mezzi per raggiungere risultati internazionali.
«Floriano può seriamente puntare a match di caratura internazionale – spiega Saxby – è un pugile intelligente e in palestra lavora duro, sacrificandosi come pochi altri in Gleason’s. E poi da quando è arrivato a New York è migliorato tantissimo. Perché? Semplice, ogni allenamento fa sparring con i migliori atleti al mondo, con tutto il rispetto per Ardito di caratura tecnica nettamente superiore». Quel ko contro Szabo nel 2008, forse, è la chiave dei successi (un titolo Ibf nel 2011 e due corone tricolori quest’anno) di Pagliara. «Cinque anni fa quando arrivò in Gleason’s non accettai di essere il suo allenatore – rivela Don Saxby – non era pronto e non aveva ancora le idee chiare. Floriano è un testardo e questo è un pregio per la sua costanza ma volevo che mi ascoltasse e si fidasse di me e dei miei consigli. Col tempo ci siamo avvicinati in palestra e anche venerdì sera, anche se mi ha fatto perdere la voce, è stato quasi perfetto. Dopo un inizio difficile gli ho chiesto di colpire l’avversario con dei jab costanti al volto e al corpo, una delle tattiche che avevamo preparato e che ha regalato a lui, e a tutta Cecina che è una città che amo, per la terza volta un titolo importante».
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