Il Tirreno

Mondiale a 71 anni, il record di Righini

di Michele Falorni
Mondiale a 71 anni, il record di Righini

Ciclismo: il biologo rosignanese festeggia nella crono su strada a Comacchio

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ROSIGNANO. In capo a una corsa stravolta dal freddo e dalla pioggia, Roberto Righini si laurea campione del mondo di crono su strada over 70. A incoronarlo, i 20 chilometri di volata da Comacchio ad Anita D’Argenta, in coppia con il fidatissimo compagno Leonardo Fagnoli, proprio pochi giorni orsono. Il ciclismo è passione ed eroismo, polvere e strade sterrate in campagna, asfalto e sfida ai secondi in città. E’ voglia di competere, piacere, soddisfazione personale. Tutto ciò che Righini, biologo in Solvay per 46 anni, riassume in sé. Classe 1942, ha realizzato un sogno. Atleta fin da ragazzo, ha vinto negli anni Sessanta il campionato regionale Juniores con il Rosignano calcio. Oggi è tesserato per lo Sporting club sponda Uisp, al quale versa contributi pesanti un mese dietro l’altro. Con i biancoblù, oltre alle competizioni, si dedica all’organizzazione della Gran fondo castello Diego Ulissi e alle altre gare. Senza dimenticare le sue, che nel 2013 gli hanno regalato fior di soddisfazioni.

A partire dal titolo italiano ed europeo, conquistati ad Occhiobello, in Veneto, a primavera. Da qui al Mondiale il passo è stato breve. «La corsa iridata – racconta – è stata segnata dal maltempo: acqua, freddo e manto viscido. In 23 minuti e 40 secondi ce l’abbiamo fatta, senza pensare agli avversari né agli imprevisti, ma soltanto al cronometro».

Con Fagnoli, hanno studiato la tattica, dosato le energie e fermato le lancette al momento giusto, spingendo forte sulle pedivelle per avere il risultato migliore dalle ruote lenticolari. E all’arrivo? “Sono sincero – prosegue – non me lo aspettavo, per via della concorrenza e delle condizioni meteo. Sì, ho dedicato la vittoria a me stesso, alla mia voglia di praticare sport, guardando avanti e mai indietro. Passano gli anni, ma l’entusiasmo è quello di una volta, in bici salgo ogni giorno, a tavola mi controllo perché l’alimentazione è determinante quanto la vita sana. Nel 2012 ho vinto il Granducato di Toscana, una competizione con biciclette normali, non come quelle preparate per le cronometro”. Più leggere e adatte ai percorsi brevi. Mentre racconta l’impresa, che i soci dello Sporting club di Rosignano hanno bagnato con qualche bicchiere di spumante, davanti agli occhi di Righini scorrono le immagini dei successi strappati in giro per il Belpaese. Le coppe e i trofei fanno bella mostra di sé in qualche bacheca? Non importa. Ciò che conta, per Roberto, è saltare ancora in sella, allenarsi, trascorrere qualche pomeriggio con gli amici senza pensare agli anni che passano e a ciò che è stato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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