Toscana
Alessia, professione velocista Da Bibbona all’europeo in Olanda
La Niotta sesta ad Utrecht si racconta: «Il mi mito è Usain Bolt, mi carico col rock dei Modà» Mi alleno quattro volte alla settimana. La felicità del coach Simone Francalacci
CECINA. Questa è una bella storia. Alessia Niotta ha sfidato le avversarie, il cronometro e se stessa conquistando il sesto posto nei 200 metri piani e nella staffetta 4x100 alle olimpiadi europee giovanili di Utrecht, in Olanda. Il sorriso radioso e lo sguardo dolce non nascondono il carattere e i sogni di questa adolescente di Bibbona, nata il 4 dicembre 1997 e innamorata dell’atletica. Alessia si divide tra il liceo scientifico Fermi e la pista rossa del villaggio scolastico sulla quale si allena, anche d’estate.
Un semplice passatempo? No, un’esperienza interessante con vista sul futuro. Non importa tendere la memoria a elastico per ricordare che la cittadina dei Paesi bassi è stata la culla di Marco Van Basten, indimenticato centravanti del Milan. In Olanda, Niotta è sbarcata nei giorni scorsi con la nazionale azzurra under 17 per partecipare agli Eyof, appuntamento biennale giunto alla 12° edizione dove anche un altro cecinese, il play del Basket Cecina Lorenzo Caroti, si è messo in evidenza smistando con classe la palla a spicchi. Con loro, i ragazzi più forti del Vecchio continente, pronti a contendersi il podio in nove discipline diverse.
Il 24’ e 87” scolpito sui 200 piani a Sarzana le ha consegnato il primato in Italia nella classe ’97 e il passaporto per Utrecht, con enorme soddisfazione dell’allenatore Simone Francalacci e della Società atletica costa etrusca per cui è tesserata. Per trovare un risultato simile, conferma il tecnico, bisogna spolverare gli almanacchi e tornare al 1974, quando Sergio Pozzi del Circolo Giovanile Solvay (così si chiamava il sodalizio) si qualificò per il Cross delle nazioni a Rabat, in Marocco. 39 anni dopo, un’altra atleta ha firmato l’impresa ed è volata oltre confine. Nei 200 Niotta ha fermato il cronometro a 24’66” garantendosi un posto tra le migliori 30 italiane under 18 di sempre. Sesta su otto, ha ripetuto il piazzamento nella staffetta, che la squadra azzurra ha dedicato alla memoria di Pietro Mennea. “Un infortunio al piede destro – racconta Alessia – non mi ha fermato. Adoro l’atletica e Usain Bolt è il mio mito. Mi piace il rock, ma ascolto anche la musica italiana. Con i cd dei Modà, mi carico in macchina prima delle gare. Da settembre frequenterò la terza liceo e, dopo la maturità, mi iscriverò all’Isef per prendere la laurea”.
In terza media, la folgorazione per la pista. Che è capacità di concentrazione, sfida personale e conoscenza dei propri limiti e delle proprie qualità. La protagonista di questa storia non ha esitato: ha indossato prima la tuta e poi il due pezzi, ha allacciato le scarpette e, uno scatto dietro l'altro, ha migliorato prestazioni e posizioni. “Mi alleno quattro volte alla settimana, la scuola non mi crea problemi perché riesco a organizzarmi bene. Certo, nel tempo libero esco con le mie amiche e spesso andiamo al mare. La televisione? Mi piacciono i film d’avventura”. Non ha ancora visto Indiana Jones, ma c’è da scommettere che per un tipo così perderebbe la testa.
Michele Falorni
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