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L’ultimatum del Cecina: «Nuovi soci o si chiude»

L’ultimatum del Cecina: «Nuovi soci o si chiude»

Ancora incerta la sorte dei rossoblù: in settimana incontro Benedetti-Ceccanti Se non si troveranno imprenditori, largo all’ipotesi dell’azionariato popolare

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CECINA. Quale futuro per il Cecina calcio? L'obiettivo è proseguire l'attività svolta fino ad oggi evitando la peggiore delle ipotesi: la riconsegna delle chiavi. Amministrazione comunale e società si sono già incontrate una volta e, a breve, si vedranno ancora. Il sindaco Stefano Benedetti, però, non si nasconde: «Il momento è difficile, la crisi è forte. Ma la volontà di collaborare con il sodalizio rossoblù non manca, visto l'ottimo lavoro fatto dal presidente Tersilio Ceccanti e dal consiglio. Occorre però compiere un passo alla volta sperando che si presentino nuovi imprenditori».

Ecco qual è il problema: i soldi. Nessuno, né in via Puccini né a Palazzo civico, ha nascosto che per sostenere la prima squadra e il resto servono forze fresche. Il sodalizio ha conquistato due promozioni di fila, passando dalla Terza alla Prima categoria, che – se niente cambia – affronterà nella stagione al via a settembre. E pensare che non mancherebbe niente, perché il bilancio è a posto, il settore giovanile cresce e garantisce ricambi e le strutture sono adeguate. Senza considerare il parco giocatori e appunto la possibilità di utilizzare sempre più cecinesi.

Forse già in settimana, per esempio venerdì, o al massimo durante la prossima, ci sarà un'altra riunione. «Intanto dico bravi ai consiglieri – prosegue il primo cittadino – pronti a sostenere l'aspetto agonistico e sociale, base indispensabile per il futuro. I rossoblù sono un patrimonio della città, e la volontà di assecondarne le idee non manca. Auspico dunque che, nel tempo, imprenditori interessati possano presentarsi e aderire al progetto. Il Comune giocherà la sua partita nei limiti delle proprie possibilità». Ossia collaborerà alla costruzione dei rapporti tra le parti. Per ricostruire la formazione che parteciperà alla Prima categoria, in via Puccini dovranno spendere.

Ceccanti non ha mai avuto dubbi: continuo soltanto se il direttivo mi sosterrà ancora e arriveranno nuove figure, perché il momento è difficile e ci sono meno soldi. Chiaro. Da qui, come sempre succede ogni anno da primavera in poi, i contatti con gli amministratori per cercare una soluzione e tornare allo stadio a lavorare. Il mandato del consiglio scade a giugno, ma questo non sarebbe un problema se ci fosse già un accordo di massima e un domani certo. Non rimane che attendere, sperando che il triangolo formato da società, Palazzo civico ed eventuali professionisti apra una strada nuova.

In caso contrario? Chiavi e libri mastri riconsegnati in piazza Carducci? Non è detto. Esiste, e resiste tra gli sportivi, l'ipotesi più suggestiva: l'azionariato popolare sul modello dei club europei più conosciuti. L'esempio è il Barcellona, a patto che le regole siano rispettate in nome della trasparenza. Non precipitiamo gli eventi, però: ci sono ancora dei giorni a disposizione.

Michele Falorni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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