Il Tirreno

Rosignano saluta la serie D Un anno da film dell’orrore

Rosignano saluta la serie D Un anno da film dell’orrore

La sconfitta col Mezzolara è il triste epilogo di una stagione tutta da dimenticare Dal promettente inizio alla crisi societaria, con tre allenatori diversi in panchina

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ROSIGNANO. L'avventura è finita: il Rosignano dopo quattro stagioni ha lasciato la serie D. E anche in un modo che dà adito a recriminazioni, perché da Riccione era arrivato il risultato che consentiva di sperare: il pari tra i romagnoli e la Pavullese. Se il Rosignano avesse vinto a Budrio sarebbe arrivato alla spareggio con la Pavullese per cercare di approdare ai successivi playout. Invece i biancoblù sono stati sconfitti dal Mezzolara e sono tornati dall'Emilia con la certezza della retrocessione. Peccato. L'amarissima giornata di Budrio è stata la sintesi di un'annata disgraziata. Quella di una società che ha dovuto affrontare mille vicissitudini che hanno fatto diventare la stagione una sorta di calvario. Dal promettente inizio (dopo tre giornate il Rosignano era addirittura in vetta) al deflagrante scoppio della crisi societaria frutto di assurde gestioni, la diaspora di dieci giocatori, il periodo in cui la baracca l'hanno tirata avanti gli juniores. Poi un tentativo di ricostruzione fatta coi mezzi che erano disponibili, la continuazione della gestione garantita dal commissario straordinario Garzelli.

Più che una stagione agonistica è sembrato un film, a tratti dell'orrore, con due direttori sportivi, tre allenatori e un incredibile numero di giocatori impiegati. Quest'anno il livello tecnico del girone era tale che il Rosignano con poco avrebbe potuto farcela a rimanere in categoria. Luca Polzella, arrivato sulla panchina quando la situazione era quasi definitivamente compromessa, ha fatto quel che ha potuto. Se non altro ha dato dignità, spirito di abnegazione, voglia di lottare e anche un gioco a un gruppo sfibrato dalle incertezze e dalle polemiche. Anche il direttore sportivo Radicchi ce l'ha messa tutta cercando di operare con le possibilità economiche che c'erano e coi giocatori rimasti sul mercato. Poi ci si è messa anche la mala sorte, perché gli infortuni nel momento decisivo prima di Gorelli poi di Maffucci hanno privato la squadra nelle ultime 4-5 gare di elementi insostituibili. Quella di Budrio è stata la fotocopia di un girone di ritorno dove la squadra si è impegnata, ha cercato di imporre il suo gioco ma ha trovato insormontabili difficoltà in zona gol, tanto da segnarne solo 11. Così ai playout c'è andata la Pavullese che ripeterà la sfida col Riccione, mentre nell'altro scontro salvezza il Castenaso affronterà il Forcoli travolto nel match-salvezza dal Camaiore che si è salvato direttamente dopo un finale di stagione travolgente. Mezzolara quindi nel destino del Rosignano nel bene e nel male. Nella prima, esaltante, stagione di serie D con la gestione di Silvestro Polzella i biancoblù nell'ultima giornata avevano battuto i bolognesi vedendo però sfumare gli storici play off a una manciata di minuti dalla fine per i risultati delle rivali.

Mezzolara ora invece carnefice di un Rosignano che retrocede in Eccellenza e deve pensare a risolvere i problemi per garantire il futuro di una società con oltre novant'anni di vita. (f.c.)

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di Redazione web