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Bertini va in finale tra le under 10

Bertini va in finale tra le under 10

Concluso il torneo in via Moro: bene le racchette rossoblù

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CECINA. Si è cioncluso sui campi dell'As Tennis Cecina di via Moro il I torneo di tennis giovanile under 10, 12 e 14 maschile e femminile del circuito regionale. La competizione, diretta dai giudici arbitri Laudina Martelli e Stefano Menichetti, ha fatto registrare oltre sessanta iscritti dai 9 ai 14 anni provenienti da tutta la Toscana. I giovani atleti del Tennis Cecina Alberto Mori, Lorenzo Bassi e Tommaso Miglino hanno ben figurato in ambito under 12; Silvia Pomaroli ed Elisabetta Bertini in quello under 10; quest'ultima, in particolare, ha raggiunto la finale di categoria giocata contro Cristina Pescucci dell'At piombinese, poi vincitrice dell'incontro. Il tabellone maschile under 10 è stato vinto da Giorgio Porrino del Tc Livorno. I tabelloni under 12 invece da Teresa Romagnoli (Follonica) e Filippo Rapone (Livorno). Tra gli under 14, infine, successo di Teresa Invernizzi (Livorno) e Alessandro Parigi (Grosseto). Alle premiazioni ha partecipato il rappresentante provinciale della federtennis Gino Baccheretti, il quale ha proceduto alla cinsegna dei riconoscimenti a tutti i vincitori di categoria. Alla fine l'associazione cecinese organizzatrice della manifestazione sportiva ha reso il giusto merito ai soci che con la loro partecipazione ne hanno favorito la piena riuscita e per il fatto di aver compreso e accettato il blocco dei campi in terra rossa per una settimana, messi a disposizione del torneo.

L'As Tennis Cecina, coi suoi cinque campi e tanto seguito, è una grossa realtà. "Con la nostra scuola frequentata da oltre cento allievi - afferma il vice presidente Bruci - non ci sottraiamo al dovere di dare sbocco alle legittime aspettative dei ragazzi. Oltre ad interventi di tipo tecnico, culturale, pedagogico che riguardano l'esperienza sportiva, sono indispensabili per la loro crescita interventi complementari quali tornei giovanili dove i partecipanti, in una sana competizione, possano mettere in pratica la tecnica acquisita ed attuare gli insegnamenti ricevuti iniziando un percorso obbligatorio per chi si vuol cimentare nell'attività agonistica". Sport come scuola di vita? Mauro Bruci: "Nello spirito di una sana competizione lo sport è una scuola impareggiabile di sopportazione della sconfitta, di metabolismo della delusione. Un giorno si vince, uno si perde, poi si torna a vincere, come nella vita quotidiana. E' uno strumento che consente di misurarsi con gli altri con regole uguali per tutti; per conoscere le proprie forze e le debolezze, per lavorare alla scoperta e al miglioramento di se stessi, per conoscere i propri sentimenti, comprendere le rabbie e le paure e poter così progettare in positivo per il futuro".

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