Sicurezza
Rosignano, segni di vita ma il punto è troppo poco
Contro la Bagnolese, diretta concorrente per la salvezza, serviva la vittoria Tra le note positive la continua maturazione del bomberino Elia Lovecchio
ROSIGNANO. Quanto può valere il punto conquistato in casa con la Bagnolese? Poco o tanto a seconda dei punti di vista. Il Rosignano contro i reggiani ha dato segni di risveglio ma evidenziato, nel contempo, quelle lacune di cui si parla da tempo. Innanzitutto la sterilità offensiva che sta diventando cronica e che poi a ben vedere è il problema dei problemi.
Perché se una squadra non segna (da oltre due mesi) non può recuperare posizioni. Contro la Bagnolese però i biancoblù ci hanno provato, a segnare e a giocare. Soprattutto nella ripresa e nonostante fossero rimasti in dieci per l'espulsione di un Semboloni che fino a quel momento era risultato fra i migliori insieme al poliedrico Gorelli che garantisce sostanza sia che giochi sulla linea dei difensori centrali che a centrocampo. Lui e Semboloni sono i pochi a cercare di dare geometrie e raziocinio a un gioco che quando sei costretto ad attaccare in casa diventa un problema perché le condizioni del terreno sono pessime. Situazione che esiste, sicuramente, anche per gli avversari, ma un conto è dover vincere a tutti i costi come doveva fare il Rosignano e un conto è mettersi lì tutti indietro alla ricerca del pareggio come ha fatto la Bagnolese. Altra nota lieta, la continua maturazione di Elìa Lovecchio. Questo ragazzo del 1995 è il futuro e oltre a cercare la via della rete si sacrifica in un oscuro lavoro quando la palla è in possesso degli avversari. Poi con la Bagnolese ci sono stati episodi che, come spesso accade in annate del genere, non ti sono favorevoli. Ci riferiamo al palo su punizione di Mariotti, al netto rigore negato allo stesso attaccante quando mancava una manciata di minuti alla fine e all'occasione fallita da Raglianti allo scadere; peccato, perché nella ripresa erano stati tra i più positivi e avrebbero meritato un gol per una vittoria che avrebbe avuto effetti benefici sul morale. Infatti tra 24 ore si torna in campo (a San Lazzaro di Savena) per il recupero con il Castenaso. É chiaro che per alimentare ancora la fiammella della speranza il Rosignano non deve perdere in terra bolognese per poi cercare di ripetersi nell'altro scontro diretto con il Riccione. Quello che è stato dimostrato due giorni fa dopo la brutta prova contro la Lucchese è che Luca Polzella e i suoi ragazzi ci credono ancora e quindi si stanno preparando a dovere per questi due confronti che saranno decisivi. Sarà dura, ma i biancoblù hanno il dovere di provarci continuando a lavorare con caparbietà e determinazione.
«Una bella partita, da uomini - ha detto l'allenatore ospite Mathew Olorunleke - e per le due squadre che si vedeva volevano uscire da questa situazione è stato un punto guadagnato. Perché quando una gara va così si può vincere e perdere. All'inizio da una parte e dall'altra si notava un certo timore e le formazioni apparivano un po' bloccate, poi anche per la stanchezza sono aumentati gli spazi e si è assistito pure a buone trame. E noi tranne in calci piazzati non abbiamo rischiato nulla». Il ds biancoblù Radicchi ha rilevato come ci fosse poco da dire dopo che la squadra aveva dato il cento per cento. «Unica cosa – ha osservato – è che siamo stati penalizzati dall'arbitro, vedi l'espulsione di Semboloni e il rigore non concesso. Speriamo col Castenaso di ripetere una simile prova e fare punti fuori, visto che in casa non siamo molto fortunati».
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