Il Tirreno

Rosignano ci crede ancora «La Bagnolese, una finale»

di Fabrizio Cavallini
Rosignano ci crede ancora «La Bagnolese, una finale»

La Lucchese è un’avversaria troppo forte e la sconfitta non ha lasciato scorie Da domenica la squadra vuole ritrovare il gol, assente dall’inizio di quest’anno

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ROSIGNANO. Stop interno, dunque, per un Rosignano che comunque sembra non demordere. Un Rosignano che deve ripartire dai miglioramenti evidenziati nella ripresa con i rossoneri di Duccio Innocenti. L'allenatore che ha preso il posto dell'ex tecnico biancoblù Giacomo Lazzini, al quale non è bastato stravincere la scorsa stagione alla guida appunto della Lucchese per essere confermato.

La formazione che due giorni fa ha battuto l'undici di Luca Polzella è indubbiamente molto forte. E in trasferta fa tanti risultati perché aspetta gli avversari e colpisce di rimessa, mentre al Porta Elisa pena contro squadre che si chiudono.

Domenica arriva allo stadio Ernesto Solvay la Bagnolese ed è una gara da non fallire da un gruppo che deve ritrovare il feeling con il gol, visto che nel 2013 non è mai andato a segno. Luca Polzella alla fine dell'incontro con la Lucchese ha detto che lui e la squadra ci credono ancora, una squadra che deve sbloccarsi per ritrovare autostima e serenità. Contro i reggiani domenica sarà il match che vale una stagione.

Luca Polzella (domenica all'esordio in panchina) continua a lavorare con grande impegno cercando di motivare i suoi ragazzi e dare loro un gioco che potrebbe incanalarli verso la salvezza che passa dai play out.

Il direttore sportivo Massimo Radicchi ha inteso per così dire proteggere, salvaguardare Polzella da ogni eventuale critica considerato anche che “lavora con noi da una sola settimana e mezzo”.

Poi, sull'ultimo impegno, «mi sento di dire che le nostre partite di importanza risolutiva non sono queste, anche se in verità speravamo in un punto. Le nostre finali saranno quelle con la Bagnolese, il Riccione, il Castenaso, la Pavullese».

Molto rinnovato il Rosignano ultimo corso, che è pure sfortunato, perché aveva trovato un attaccante adatto al frangente, che avrebbe potuto dare un contributo enorme alla causa salvezza. Si tratta di Andrea Alberti, ex Brescia (con cui ha militato anche in serie A), con l'ultimo campionato giocato a Prato (C1); sembrava fatta per il suo arrivo alla corte di Polzella, quando ha avuto gravi problemi familiari che in extremis lo hanno indotto a soprassedere.

Tornando a Radicchi, «spero – ha concluso – che i ragazzi facciano gruppo tra di loro e con il nostro aiuto continuino a credere ancora nel lavoro, come spero che dimentichino in fretta questa sconfitta con la Lucchese». Gara che – pur giudicata difficilissima – era davvero molto sentita, basti pensare che l'ultimo allenamento la formazione biancoblù l'aveva sostenuto a porte chiuse.

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