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calcio e solidarietà

Partita di cuore per aiutare Paolo

Partita di cuore per aiutare Paolo

In campo le squadre delle scuole: vince l’indirizzo Igea del Cattaneo

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CECINA. Per aiutare Paolo Ameruso hanno organizzato un torneo di calcio allo stadio, in cui non contano i gol e i vincitori, ma la voglia di sostenere chi attraversa purtroppo il momento più difficile della sua vita. Ieri mattina le tribune del “Loris Rossetti” erano piene, perché la solidarietà non ha confini né conosce steccati. Quattro squadre di studenti si sono sfidate sul campo: gli indirizzi Igea e Spes oltre all’agrario del “Carlo Cattaneo” e la formazione mista del liceo scientifico e sociale “Enrico Fermi”.

Alla fine ha vinto l’Igea, che in finale ha superato i liceali. Poco dopo le nove, i ragazzi sono arrivati al campo, sistemando subito le due cassette per raccogliere i soldi. In pochi minuti sono arrivate le offerte, mentre i giocatori iniziavano il riscaldamento sul prato e gli studenti prendevano posto in tribuna. Alle ringhiere, così come sugli spalti lato monte, sono stati appesi gli striscioni dedicati a Paolo e alla sua storia triste, iniziata purtroppo un anno fa con l’incidente al Paratino. Gli alunni delle superiori hanno sfidato il freddo e, con grande spirito di abnegazione, hanno sostenuto i compagni fino al triplice fischio dell’arbitro. Ad organizzare l’appuntamento, come in passato, i professori di educazione fisica del “Cattaneo” Adriana Meini ed Enrico Bientinesi, che hanno contattato il liceo per stabilire la data e giocare. Il ricavato sarà consegnato, in parti uguali, alla famiglia Ameruso e ad un’associazione che sostiene la lotta alla leucemia in memoria di Matteo Bianchi, studente iscritto a ragioneria e morto nel 2011.

Il banchetto che i ragazzi hanno posto all’ingresso ha permesso loro di realizzare un progetto in cui il cuore e la capacità di sentirsi vicini a chi ha bisogno è al centro di tutto. Non è la prima volta che gli insegnanti di ginnastica e gli studenti promuovono un’iniziativa benefica per aiutare Ameruso, approfittando delle vacanze di Natale o di altre festività. Ma ciò che colpisce è l’impegno profuso in questi dodici mesi dalle associazioni, dai comitati e dai singoli cittadini e dai mille amici di Paolo.

Michele Falorni

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