Il dolore
Ciclismo, a rischio il Costa degli Etruschi
Non ci sono i soldi e l’associazione sportiva (che lancia l’allarme) deve ancora incassare 37mila euro dagli enti pubblici
DONORATICO. L’edizione numero 18 del Gran Premio di ciclismo Costa degli Etruschi è a forte rischio. Lo sforzo degli organizzatori infatti, va a cozzare con una situazione finanziaria drammatica per l’attuale momento di recessione, ma più che altro è il pregresso, con soldi promessi o addirittura stanziati che non arrivano e creano una situazione insostenibile. Sono oltre 37.000 euro i soldi che l’associazione Asd Costa degli Etruschi deve ancora incassare soltanto dagli enti pubblici, soldi non solo dell’edizione passata ma anche della precedente. La morosità dei comuni rischia di suonare il de profundis per la gara di apertura del calendario internazionale e della Asd Costa degli Etruschi, ma quel che è peggio è che si sta cercando di addossare la responsabilità di questa situazione alla società sportiva, quando essa è nata esclusivamente su spinta degli stessi Comuni che fanno parte integrante del progetto organizzativo. La situazione si è ulteriormente aggravata per la perdita di sponsor primari (Btf si è defilata)e per il pagamento di una tassa sulla pubblicità utilizzata alla partenza ed all'arrivo della corsa. Di fatto la condizione del bilancio segna un rosso di quasi 50.000 euro con gli sbocchi che non si vedono. «Già l’edizione del 2011 era a rischio per i pregressi dell'edizione 2010– dicono gli organizzatori – Però raschiando al massimo il barile ed economizzando all’inverosimile, saremmo riusciti a chiudere con un passivo minimo, una volta entrati i soldi dai Comuni. Questo anche in virtù del fatto che con l’abbinamento della Tirreno-Adriatico dello scorso anno ci garantirono che erano disponibili nuove risorse e quindi avremmo dovuto continuare perché si sarebbero anche aperte nuove prospettive che avrebbero garantito la permanenza della prestigiosa manifestazione. Purtroppo ci siamo fidati ma i soldi non sono mai arrivati e adesso ci ritroviamo in questa situazione. Noi siamo nati e ci siamo strutturati per poter organizzare l’evento, su spinta dei Comuni che si costituirono in comitato organizzatore. Questo ci avrebbe consentito di accedere ai finanziamenti regionali e provinciali, quest’ultimi cessati con l'organizzazione delle tappe del Giro d'Italia. Giunti a questo punto, svanendo ogni tentativo di recupero della manifestazione per impossibilità economiche, riteniamo di dover chiedere una sospensiva di un anno alla Lega Ciclismo, per poter sperare in un futuro acquirente. Facciamo appello ai Comuni di Cecina, Montescudaio, Castelnuovo Val di Cecina, Campiglia M.ma, San Vincenzo e al Comune di Castagneto (capofila) per saldare i propri impegni per chiudere in modo serio questa faccenda (dobbiamo ancora pagare alberghi e squadre) poi con serenità possiamo metterci intorno ad un tavolo e provare a salvare l’evento affidandolo magari ad un gruppo esterno.
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