Attenzione
«Se nel calcio comandano i genitori»
Diego Verdiani, esonerato dalla prima squadra, lascia anche gli Allievi B: c’è chi si è lamentato della mia gestione
CECINA. Esonerato due volte nel girone di due mesi. Se non è un record assoluto poco ci manca. L’avventura di Diego Verdiani sulle panchine di prima squadra e allievi dello Sporting Cecina si è conclusa nel peggiore dei modi. A fine settembre la società decide di sostituirlo con Stefano Lecci alla guida della prima squadra in difficoltà in seconda categoria e gli propone la panchina degli allievi 1997. Lui accetta e l’avventura sulla panchina dei ragazzi, però, dura meno di sessanta giorni, con la società che lo solleva anche dal nuovo incarico.
«Fin dall’inizio della mia esperienza con la prima squadra ci sono stati molti problemi – spiega l’ex mister rossoblù – problemi logistici, di organizzazione degli allenamenti e di vario genere. Problemi che ho provato ad affrontare con la dirigenza senza riuscire mai a venirne a capo. Quando l’impianto di illuminazione che non funzionava, quando il campo che non era disponibile, quando mancavano le maglie per allenarsi. Tutti problemi, comunque, che con il calcio poco avevano a che vedere, accompagnati da una mancanza di fiducia nei miei confronti che ho sempre avvertito». I risultati, poi, non arrivano anche se siamo alle primissime battute e la società decide di sostituire Verdiani. «Dopo la sconfitta con il Caldana – spiega l’allenatore – ho ricevuto una telefonata intorno alle undici di sera e due dirigenti sono venuti direttamente a casa mia comunicandomi la decisione dell’intero consiglio. Nessuno mi ha convocato personalmente, per poco non sono stato esonerato con una telefonata».
Verdiani, comunque, accetta di restare all’interno della società con l’incarico di allenatore degli allievi B 1997. Le cose, sul campo, sembrano andare bene fino alla sconfitta nel derby con il Rosignano. «Sono stato nuovamente chiamato dalla dirigenza, o almeno quella poca che si è presa l’onere di comunicarmi la decisione di sollevarmi anche da quell’incarico – spiega Verdiani – la motivazione? Per la società alcuni ragazzi, o meglio, i loro genitori si erano lamentati della mia gestione della squadra». In meno di due mesi, dunque, il duplice esonero.
«Potrei fare molte valutazioni sulla vicenda ma voglio solo ricordare il periodo in cui il Cecina era una società diversa, molto diversa da quella attuale – ricorda Verdiani – era l’inizio degli anni ’90 e mio padre non poteva accompagnarmi agli allenamenti. Io che abitavo a Bibbona dovevo prendermi un autobus, fare un pezzo a piedi verso il campo e la sera tornare a casa. E di genitori al campo se ne vedevano davvero pochi. Una domenica arrivai con cinque minuti di ritardo alla convocazione per la partita e mister Andolfi mi mandò in tribuna. Erano le regole e né io, e ancora meno mio padre, si sarebbe sognato di protestare. Un altro calcio, un’altra società».
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