Italia
«Il progetto è fallito, ora basta»
Scrivono i venti tra soci e sportivi che hanno chiesto l’assemblea urgente al presidente Sardi
ROSIGNANO. «Siamo un gruppo di sportivi al quale sta molto a cuore il Rosignano e che penano per la grave situazione che si è venuta a creare». Si presentano così una ventina fra soci e sportivi legati al club alla cui dirigenza hanno chiesto (e ottenuto) di indire un'assemblea per soci e sportivi nella quale venga esposta la situazione del Gs Rosignano. «Problemi - si precisa subito dopo nella nota emessa ieri dal gruppo di persone di cui dicevamo - che arrivano da lontano, per molti da quella fatidica assemblea dei primi di luglio del 2011 che sancì la fine dell'era della presidenza Silvestro Polzella. E' da quel momento che, senza garanzie certe, è stata intrapresa una gestione contraddittoria e discutibile del Gs Rosignano: si è passati in pochi giorni dalle dichiarazioni di minima dell'insediamento del nuovo gruppo dirigenziale ("Puntiamo sui giovani con budget contenuti"), all'ingaggio di giocatori importanti e costosi». E con quella compagine dirigenziale secondo gli sportivi, è arrivata la travagliata stagione scorsa che comunque, grazie alla presenza di qualche uomo di calcio e di uno zoccolo duro fra i giocatori, è culminata con la salvezza. Nulla rispetto a quanto accaduto e sta accadendo in questa gestione. «Le contraddizioni - si osserva - sono continuate come una gestione approssimativa, fatta di promesse non mantenute, di una pianificazione economica che non esiste. Si continua a parlare di un progetto che in realtà non c'è e siamo arrivati allo sfascio con l'esodo di tanti giocatori, gli eccessi di nervosismo culminati con pesantissime sanzioni a carico di giocatori e società, un futuro che praticamente è rappresentato da un vicolo cieco». E ancora: «É vero che la serie D è un impegno gravosissimo per una realtà economica in crisi come la nostra, ma noi siamo del parere che si debba e si possa fare qualcosa per evitare il baratro. Una resa senza condizioni che porterebbe la squadra ad un'umiliante sequenza di sconfitte, alla retrocessione e a un futuro senza calcio con la materializzazione della cancellazione della società. Rosignano non deve essere una vittima predestinata. C'è bisogno di uno sforzo generale per creare una sorta di Comitato di salute pubblica che deve avere la mission di salvare il Rosignano. E in questo, ne siamo convinti, deve recitare un ruolo importante l'Amministrazione comunale che deve prendersi le sue responsabilità come faremo noi. E faranno tutti coloro che hanno votato l'uscita di scena della precedente gestione socitaria (4 stagioni esaltanti con la risalita dalla promozione alla serie D e l'opera di risanamento del bilancio molto avviata), spianando la strada a una nuova compagine societaria che non è riuscita ad avere mai un momento di tranquillità e non ha programmato nulla. Il tutto con la conseguenza di un deficit di bilancio aumentato a dismisura. L'attuale dirigenza deve prendere atto che il progetto annunciato in realtà non esiste e trarre le conclusioni».
Fabrizio Cavallini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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