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Io, mister del Real convinto dall’Italia «Un calcio diverso»
Il madridista Santiago Sanchez allena a San Martino «La qualità dei giocatori prima delle doti fisiche»
CECINA. Dice di aver esultato moderatamente al trionfo della Spagna su un'Italia che, domenica, non è mai entrata in partita nella finale del campionato europeo.
Forse perché Santiago Sanchez, responsabile del settore giovanile del Real Madrid, era in un bar di Cecina circondato da tifosi italiani o forse perché i "tricampeones" hanno dominato senza mai dare l'impressione di poter perdere una finale così importante.
Un trionfo targato Barcellona, con sette giocatori inseriti nella rosa delle furie rosse, ma anche del Real Madrid, cinque effettivi con Iker Casillas capitano e uomo simbolo.
«Sono più o meno dieci anni che Barcellona e Real Madrid promuovono fin dal settore giovanile un particolare tipo di calcio - dice Sanchez che, ieri, ha iniziato il Legea Camp ai campi del San Martino Soccer Team di Riparbella - un calcio che guarda prima alla qualità del singolo giocatore che alle sue doti fisiche. Un'idea di calcio molto offensiva e dove, cosa fondamentale, al centro resta il divertimento, dalle giovanili fino ai massimi livelli».
Uno dei segreti della Spagna "tricampeones" sta proprio qui: continuare a divertirsi (e a divertire) anche a livello internazionale.
«Non c'è solo questo, ovviamente, il modello del Barcellona punta a far crescere i giovani della cantera per poi lanciarli in prima squadra - spiega Sanchez - quello del Real Madrid, pur puntando sulla qualità del gioco, tende a crescere i giovani e a farli giocare anche al di fuori dei confini nazionali». Uno degli esempi migliori? Sicuramente quello di Mata, attaccante del Chelsea ma, prima del passaggio nel Valencia e poi in Inghilterra, cresciuto nel settore giovanile del Real Madrid proprio con Sanchez.
«A 16 anni ho avuto la possibilità di allenarlo e prometteva davvero grandi cose - spiega ancora il responsabile del settore giovanile del Real - siamo amici e il suo gol di ieri è stata la ciliegina sulla torta di una serata memorabile».
«Appena tornerò - assicura il mister - dall'Italia ci sentiremo».
E il modello di calcio proposto dalla nostra nazionale durante questa competizione?
«L'Italia ha fatto un grande europeo, oltre ogni aspettativa - ammette Sanchez - Prandelli sta lavorando per cambiare la cultura del calcio in Italia. Noi spagnoli siamo arrivati a questi risultati in un decennio, per vincere gli azzurri avranno tempo ma la strada è quella giusta. Come alla Spagna bastava un pizzico di fortuna per esplodere, così accadrà anche all'Italia e ora c'è una mentalità più offensiva».
Quella mentalità che, seppur sotto forma di gioco e divertimento, Santiago Sanchez proverà in questa settimana a trasmettere ai 30 bambini iscritti al Legea Camp.
Tutti nati tra il 1999 e il 2006 e seguiti anche da Andrea Bearzi (che grazie alla sua esperienza nel Saragozza calcio a 5 ci ha fatto da ottimo traduttore) e, venerdì, anche da Igor Protti.
L’ex bomber del Livorno, capocannoniere in tre categorie (serie A, B e C) sta infatti seguendo il corso per allenatoe a Coverciano.
Senza dimenticare, naturalmente, Francesco Agosti (allenatore dell'Atlante Grosseto calcio a 5 in serie B) che, con Luca Rombolini, ha curato l'organizzazione del Legea Camp e gestisce da anni con successo l’impianto sportivo del San Martino
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