La manifestazione
Rosignano, soldi subito o la serie D è a rischio
La società è alla disperata ricerca di garanzie bancarie per azzerare i debiti Ma il tempo stringe perché l’iscrizione bussa alla porta. Mercato in alto mare
ROSIGNANO. Il Rosignano prosegue nella ricerca delle garanzie a copertura del prestito bancario con cui annullare i debiti pregressi. Decisivi i primi giorni della settimana, perché la chiusura dell'annata sportiva è alle porte e vicina è pure la scadenza per l'adesione alla serie D. Contatti, colloqui dunque in questi giorni, per reperire imprenditori che abbiano a cuore la permanenza della squadra locale nell'importante campionato in cui milita.
Una situazione difficile quella che sta attraversando il calcio toscano, visto che si parla di una novantina di società in forse per l'iscrizione e di ricorsi da più parti alle fusioni, soluzioni estreme con le quali poter arrivare a risolvere il problema; se non si può andare avanti da soli, si sta insomma tentando di farlo con l'unione delle forze.
Per quanto riguarda la serie immediatamente superiore, la Federazione ha optato per una serie C unica con tre gironi a venti squadre invece dei quattro della stagione precedente (due di Prima e altrettanti di Seconda divisione, per un totale di 76 squadre), perciò sedici in meno. Saranno molti, di conseguenza, i giocatori di qualità in giro, ai quali però il club biancoblù di via della Repubblica non potrà attingere a causa del budget molto risicato con cui deve fare i conti. E giocoforza il direttore sportivo Raffaele Pinzani è intento a trovare giovani di valore per arrivare ad allestire un organico apprezzabile.
Non sembra invece emergere in Federazione la volontà di annullare il carattere di interregionalità della serie D, nonostante il grande peso per i bilanci societari costituito dalle onerose trasferte che costringono numerose comitive al pernottamento nel giorno che precede la partita della domenica. C'è invece chi, nell'ambito di diversi sodalizi calcistici, è convinto in questo contesto di grave crisi che attraversa l'Italia dell'inutilità della costosissima D e far più gironi di Eccellenza regionale. Ciò, per la convinzione che il carattere di interregionalità deve esse proprio solo dell'ambito professionistico. E non si può dar loro torto. L'anno scorso c'erano a livello nazionale nove gironi di serie D. Delle quattordici realtà toscane cinque erano inserite nel girone tosco-umbro-laziale, vale a dire Pontedera, Pianese, San Sepolcro, Atletico Arezzo e Sansovino (poi retrocesso), e nove nel tosco-emiliano-veneto: Rosignano, Foscoli, Tuttocuoio, Camaiore, Pelli Stanta Croce, Pistoiese, Scandicci, Lanciotto Campi Bisenzio e Sestese. Il primo a diciotto ed il secondo a venti squadre.
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