Il Tirreno

Il diesse Malfi già al lavoro per allestire il nuovo vivaio

di Fabrizio Cavallini
Il diesse Malfi già al lavoro per allestire il nuovo vivaio

«Ho accettato con entusiasmo, Rosignano è una piazza importante» Con i nuovi arrivati Paperini e Formigli la vecchia squadra di tecnici

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ROSIGNANO. Era tra i papabili a ricoprire un importante incarico nel settore tecnico del Rosignano nella passata stagione, ma poi, nella turbolenza di un’annata difficile, la sua candidatura saltò. Marcello Malfi (ex giocatore del Cecina, 6 anni in C2 eppoi direttore generale del club rossoblù) sembrava però destinato ad approdare in via della Repubblica ed eccolo arrivare quest’anno, subito accolto con piacere e amicizia nel clan rosignanese. Incarico, direttore sportivo del settore giovanile.

Malfi, un accenno al 2011 e all’acclamato ingresso del 2012.

«Allora venni contattato per dare una mano sotto l’aspetto tecnico e io mi dissi disponibile, entusiasta. Le scelte però andarono su altre strade. Ma non ci fu alcun problema, il calcio è anche questo. Ora ho accettato con rinnovato entusiasmo. Apprezzando le scelte di Sardi e lo scenario in cui si muove la società. Rosignano è la piazza più importante della provincia dopo Livorno, per cui a chi non interessa farne parte?».

I primi passi che farà?

«Mi muoverò nella direttiva che ci siamo imposti, che è quella di un riassetto a livello organizzativo in modo da dare un’impronta al settore che deve fare la differenza. Basata sulla qualità, sul proposito di lavorare bene per dimostrare che oltre alla rilevanza della categoria c’è una struttura che consente di operare in maniera seria».

Con l’arrivo di Paperini e Formigli e la conferma degli altri, il parco allenatori è al completo?

«Sì. Ci premeva chiudere quella pratica per passare ad occuparci dell’allestimento delle squadre. E ora stiamo lavorando per arrivare a completare gli organici, che andremo ad ampliare cercando di colmarne eventuali lacune per far sì che il cerchio si chiuda, così da iniziare la stagione con serenità e tranquillità».

Ma si tenderà solo ai risultati o potrà indossare la maglia biancoblù anche chi desidera solo divertirsi a giocare senza badare alla classifica?

«Questo discorso comporta una riflessione. Abbiamo delle categorie da mantenere e lì ci sarà bisogno della qualità, quindi un po’ di selezione bisognerà pur farla. Ma ciò non pregiudica nulla, perché spazio ci deve essere per ogni ragazzo».

Il tutto facendo i conti con gli effetti della crisi?

«Certo. Che non è nazionale, ma mondiale. Bisogna imparare a gestire le strutture con budget diversi».

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