Sicurezza
Pescasportivi, un premio alla carriera
Riconoscimenti ai veterani Orlandini, Ceppatelli e Buti. L’intervento del presidente Carugi
CECINA. Discorso del presidente Gino Carugi, premiazione, rinfresco con il brindisi. E' il riconoscimento, diciamo alla carriera, che l'associazione Pescasportivi cecinesi ha voluto tributare ai tre soci veterani Timardo Orlandini quasi novantenne unico socio fondatore del sodalizio ancora in vita, Lelio Ceppatelli il più vecchio per tesseramento, e Mario Buti per la sua luminosa attività per aver gareggiato in tanti campionati provinciali, regionali e italiani conquistando numerosi premi. Sia Ceppatelli che Buti hanno passato gli "ottanta", e questo la dice lunga su quali facoltà ancor oggi si avvalgano. La grande passione per la pesca, l'amore per l'aria aperta, soprattutto la compagnia tra amici cannisti: questi gli stimoli che anche ai giorni nostri li spingono a frequentare la sede e organizzare le gare quando l'Associazione Pescasportivi lo fa. Orlandini, Ceppatelli e Buti l'hanno dichiarato all'unisono, aggiungendo l'esortazione ai giovani di fare altrettanto. Ieri mattina, poi, al circolo Arci di Palazzi non potevano assolutamente mancare; la festicciola era tutta per loro. Tuttavia, era abbinato un altro evento particolare degno di venire festeggiato: alcuni giorni fa infatti, il Coni provinciale ha consegnato all'Associazione Pescasportivi Cecina la stella d'argento al merito per i suoi oltre cinquant'anni di vita, per i risultati di rilievo conseguiti in campo agonistico, e per l'opera svolta a fini ambientali. L'anno di fondazione è il 1954, dopo la promozione di ventinove soci tra i quali appunto Timardo Orlandini, ma pure uno che sembrerà strano di trovarlo qui, tanto caro al popolo calcistico: la vecchia gloria rossoblù Loris Rossetti. Il primo presidente fu Adalberto Mazzinghi che dopo un mese passò il testimone a Ezio Frassoni, poi sono susseguiti nel 1961 Ernesto Valori, 1962 Tullio Martini, 1970 Francesco Paolo De Feo, 1991 Gino Carugi dunque ancora sulla breccia. E Gino Carugi ha dato all'associazione un'impronta ben precisa: si dimostra vivace e pungente nel richiamare l'attenzione sulle precarie condizioni ambientali della zona. «Per una società piccola come la nostra - sottolinea Carugi - è importante stare uniti, trovare obiettivi comuni, ma soprattutto collaborare con le istituzioni, vogliamo essere ascoltati. C'è bisogno di tutti».
Paolo Marsili
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