Il Tirreno

«Un gruppo che ha bruciato le tappe»

di Paolo Marsili
«Un gruppo che ha bruciato le tappe»

Scali e la promozione in B: «Nessun segreto particolare, premiato il progetto». I soldi? «Puntiamo sul vivaio»

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CECINA. «Non c'è da meravigliarsi se i ragazzi hanno fatto questi risultati e hanno conquistato la serie B», ha esordito Franco Scali, dirigente responsabile della squadra Emergenti del Rugby Cecina, che domenica non si trovava a Milazzo e ha saputo per telefono della sconfitta che, però, è valsa ugualmente la promozione, non avendo il Barcellona ribaltato il punteggio subito a Cecina. «Semmai - continua Scali - hanno un po' sorpreso anche noi, forse hanno bruciato le tappe. Ma si tratta di squadra costruita per arrivare in tempi ragionevoli alla B ed infatti ha tagliato questo traguardo».

Un gruppo folto, formato da oltre trenta giovani tra i 18 e i 21 anni che hanno dato spettacolo in campo per la tecnica e l'agonismo che hanno sprigionato: si sono sentiti stretto addosso il campionato di serie C, sono letteralmente esplosi nei playoff andando a conquistarsi, in definitiva, quello che volevano.

«Hanno unito la tecnica e la tattica di gioco all'incoscienza e all'irruenza giovanile - sottolinea Scali - inutile dirgli che in certi momenti di partita di bisogna stare fermi, ragionare di più, loro sempre impulsivi. Parlare di esperienza non è proprio il caso, se la stanno facendo pian piano, e sicuramente continueranno a farsela, ancora ce n'è tanto bisogno». Quasi tutti appena ex formazione Under 20 e alcuni ancora di anno utile per la formazione Under 18 che ha disputato il campionato di categoria. Tra loro le "chiocce" Morganti, Rettondini, Montagnani, Gragnani, Semoli e Grassi che erano l'ultima volta del Rugby Cecina in B, dal 2001 al 2003. Insomma, una squadra fatta in casa; anche negli allenatori. «Una società piccola e povera come la nostra non può contare che sulle nostre forze - dice Scali - quindi qualche anno fa si decise di formare una commissione tecnica, della quale io faccio parte, che curasse a fondo il settore giovanile, stesse particolarmente a contatto con le squadre. Dal lato tecnico non abbiamo niente da invidiare a nessuno, però è la tempra, lo spirito, il carattere che ci preme e dobbiamo insegnare ai nostri giocatori; lo stiamo facendo e continueremo a farlo. Sotto questo aspetto, anche gli Emergenti dovranno farlo, ora più di prima perchè il campionato di B sarà diverso». Dunque nessun miracolo di questa squadra, nessun segreto su di essa ma solo calcoli, soprattutto tanta fiducia nei propri mezzi. «Loro sono il primo prodotto di un progetto, di una scommessa della società - stigmatizza Franco Scali - dopo loro seguiranno altri che stanno crescendo nel nostro vivaio. Come s'è visto in campionato, sono stati già inseriti dei nuovi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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