Il Tirreno

«Aggressivo e senza paura così sarà il mio Rosignano»

di Fabrizio Cavallini
«Aggressivo e senza paura così sarà il mio Rosignano»

È Gabriele Lazzerini il nuovo allenatore biancoblù. Oggi la presentazione Ma intanto anticipa come vorrebbe la squadra: «Giovane e che corre»

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ROSIGNANO. Tra gli allenatori che venivano indicati come i più autorevoli candidati ad occupare la panchina del Rosignano ed i cui nomi vennero menzionati più di una settimana fa anche nelle pagine dello sport regionale del nostro giornale, vale a dire Lazzerini e Marmugi, il Rosignano ha scelto il primo.

Entrambi amici e tecnici apprezzati da Pinzani (lui e Marmugi, in particolare, furono insieme al Ponsacco). E Gabriele Lazzerini verrà presentato assieme allo staff tecnico ufficialmente stasera nella sala riunioni della sede societaria del club, presso lo stadio di via della Repubblica. In conferenza stampa indetta dal presidente Sardi. Che prima si riunirà col direttivo, quindi colloquio col direttore sportivo e a seguire (18,30) appunto la conferenza stampa.

Lazzerini vanta un’apprezzabile carriera da calciatore (difensore centrale) iniziata nelle giovanili dell’Empoli fino ad approdare nella prima squadra della club azzurro, quando militava in serie B. Seguirono 13 anni in giro per l’Italia tra serie C1 e C2: Lucchese, Rondinella, Civitanova Marche, Grosseto, Pesaro, Suzzara, Ravenna, Castel di Sangro. E ancora Riccione e Colligiana in serie D e in ultimo Ponte a Egola. Al Tuttocuoio iniziò a fare l’allenatore nel 2000; vinse subito la Promozione e proseguì a condurre la squadra pisana per due stagioni in Eccellenza. Fu quindi la volta di Forcoli (D), dove per tre volte portò i suoi giocatori ai play off (una finale persa e una vinta con relativo accesso alla fase nazionale). Nella medesima serie guidò il Ponsacco, finché nella passata stagione ha allenato il Pisa Sporting club (Eccellenza) sino a novembre.

Lazzerini l’abbiamo contattato domenica sera. Aveva assistito nel pomeriggio alla finale playoff di Eccellenza fra Massese e Pescia, vinta dagli apuani che hanno così guadagnato gli spareggi nazionali. Mister, che squadra vorrebbe? «Che corre, giovane». Con quali careatteristiche? «Temperamento, umiltà, determinazione, voglia di allenarsi. E quando va in campo capace di fare partite di spessore. Sbarazzina, che abbia il massimo rispetto dell’avversario, ma senza paura. Conto molto su aggressività e pressing». Il campionato? «Quello di serie D è difficile, specie quest’anno dove ci saranno realtà molto importanti quali Massese, Lucchese, Pistoiese, Ravenna. Un campionato di alto livello».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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