Il Tirreno

Il nonno del basket fa 90: compleanno speciale per Tosello

di Daniele Meucci ; di Daniele Meucci
Il nonno del basket fa 90: compleanno speciale per Tosello

Storico coach del Cg Solvay, ha insegnato anche a Bulleri I suoi ex giocatori gli organizzano una sorpresa in palestra

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ROSIGNANO. Grande festa per il “Tosello day”, il novantesimo compleanno dello storico allenatore della pallacanestro del Circolo Giovanile Solvay, Tosello Franceschini. Un evento che si è trasformato in un ritrovo di tanti amici e giocatori delle squadre allenate da Franceschini durante i suoi tanti anni di permanenza e lavoro, in uno dei gruppi storici dello sport rosignanese. Una festa a sorpresa che ha colpito nel profondo lo stesso Tosello, emozionato dal rivedere tanti ragazzi, ormai adulti, salutarlo in un anniversario così importante e simbolico.

«È magnifico ritrovarlo – dice Piero Ulivieri, storica figura del basket locale - per il suo compleanno. Pensare che la prima volta che ho giocato con lui risale al 1957». La carriera di Tosello Franceschini, classe 1922, autista del servizio privato in Solvay, comincia a San Vincenzo dove rimane più di 10 anni, prima da giocatore e poi allenatore. Nel 1964 viene chiamato a Rosignano, alla guida di quella che è poco più di un gruppo di amici, che non partecipano a nessun campionato: i dirigenti della Solvay volevano creare una squadra che potesse competere seriamente. Franceschini porta il gioco e la disciplina e i risultati arrivano, visto che in due anni il Circolo Giovanile riesce a vincere il campionato di prima divisione. «Uno dei ricordi più belli – dice Franceschini – è appunto la vittoria del campionato, a cui poi seguì anche, dopo altri due anni, la promozione in serie D». Ma la storia di Tosello non si ferma qui: negli anni successivi fa la spola tra Rosignano e Cecina, alternandosi alla guida di allievi sempre più giovani fino ad arrivare alla squadra femminile rosignanese. «Tanti sono i ragazzi che formavano quei gruppi – dice Marco Manetti, l'organizzatore del ritrovo – e la cosa più bella è che alcuni sono arrivati a livelli molto alti nel basket italiano, come Massimo Bulleri e il figlio di Tosello, Piero Franceschini. La cosa più bella è la partecipazione, visto che oggi ci sono praticamente tutti!»

La passione per la pallacanestro è sempre stata forte, tanto che anche i più giovani si possono ricordare di Tosello vicino, negli ultimi tempi, alla squadre del Sei Rose. «Una meravigliosa sorpresa – dice un raggiante Franceschini – una contentezza fuori dal normale anche perchè sono presenti tantissimi padri e madri di famiglia, e probabilmente ho allenato anche i loro figli: tre generazioni di giocatori. E mi rende davvero felice vedere che quando mi ritrovano sono contenti di salutarmi». Una vita praticamente passata sui campi da gioco, dove non ha mai avuto nessun compenso in soldi ma tanta passione e riconoscenza. «Quello che manca nello sport di oggi è anche la disciplina: questi ragazzi hanno saputo unire il basket e la laurea, e questo mi rende veramente orgoglioso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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