La manifestazione
Rosignano, Lavezzini difende le sue scelte
Contestato lo schieramento iniziale che è andato in tilt col Mezzolara «Condizionati dai sottoquota, ma abbiamo pagato due errori»
ROSIGNANO
Prima la lotta contro il tempo nella mattinata per rendere disponibile il terreno del “Solvay” innevato nella notte, poi una gara finita male con il Mezzolara che sbanca Rosignano (era già successo lo scorso anno) e mette nei guai i biancoblù alla vigilia di due delicatissime trasferte a Camaiore e Ponte a Egola.
Tutto è andato storto. A cominciare dagli episodi - entrambi contro Cannarsa e compagni - che hanno appunto partorito le reti emiliane. E ancora, la ghiotta occasione da gol fallita da Del Bono in apertura. Per finire, la complicità della scelta della formazione iniziale. Le opzioni, dettate dall’indisponibilità di parecchi giovani che devono essere obbligatoriamente in campo, alla resa dei conti non si sono rivelate azzeccate in pieno. Stefanini è un giocatore che in questa squadra deve sempre giocare; Gorelli da tempo è in flessione e forse doveva rifiatare, visto che il 1991 era già schierato in porta; in difesa a uno come Tamberi va trovato spazio.
Rino Lavezzini aveva optato per il consueto 4-4-2 piazzando il debuttante Lombardi in porta al posto dello squalificato Barbetta. La linea difensiva era composta da Rummolo a destra, Malasoma-Cannarsa coppia centrale e Donati a sinistra.
Centrocampo nuovo di zecca sugli esterni (Campana a destra e Dini a sinistra, quest’ultimo preferito a Borselli) con Taddei e Gorelli cerniera centrale. In attacco Del Bono e Iarrusso, che ha festeggiato in modo amaro il traguardo delle cento partite in biancoblù dopo che all’inizio era stato premiato sia dalla società che dagli ultras, i quali gli avevano dedicato anche uno striscione che recitava 1-10-100 volte Manu.
«Purtroppo - ha affermato il tecnico Lavezzini a fine gara - si son commessi due errori che abbiamo pagato cari. Più che altro a tagliarci le gambe è stato il secondo. Dietro siamo dovuti passare a tre, pur di fronte a un Mezzolara che è una buona squadra, brava nelle ripartenze, e a quel punto non avevamo più l’equilibrio di prima. Siamo stati un po’ condizionati anche dai fuori quota, viste le assenze pesanti di Raglianti e Barbetta, che è un ’92. Gli ospiti non ci hanno fatto giocare, permettendoci raramente di entrare in area, ma abbiamo comunque tirato, pur senza finalizzare, e loro hanno segnato due gol perché glieli abbiamo fatti fare noi».
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