Il Tirreno

In vetrina. Oggi il Cecina sarà impegnato in coppa col Campiglia

Ecco gli invincibili

Michele Falorni
Dame Mbaye contrastato da un avversario
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Dame Mbaye contrastato da un avversario

I rossoblù di Citi: 11 vittorie su 11 incontri

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 CECINA. Chiuso il girone di andata a punteggio pieno, il Cecina calcio guarda al futuro e sorride: stasera i rossoblù giocheranno in trasferta a Campiglia il secondo turno di Coppa Toscana, ma i problemi, una volta tanto, sono degli altri.  Sì, in via Puccini non hanno voltato pagina, ma hanno cambiato libro, investendo nei giocatori per vincere il campionato e dimenticare per sempre la Terza categoria. Gabriele Citi è contento? Sì, di tutti. Ma dagli Juniores vuole più collaborazione. Insomma, per loro la convocazione in prima squadra deve essere un onore, non un peso.  Gianni Vanni e il resto del gruppo sono in testa con 11 vittorie consecutive, pari a 33 punti in classifica. Dietro, il vuoto. «A scavare la differenza - spiega il mister - è l'organizzazione societaria, che ha puntato su giocatori motivati per centrare subito la promozione. Siamo attrezzati, non c'è dubbio, e la conferma viene dai successi ottenuti fino ad oggi. Coppa a parte (il ritorno è in programma mercoledì prossimo al comunale, ndc), riparleremo di calcio giocato a gennaio, ma non rimarremo inattivi. Nessuno si allena tre volte alla settimana come facciamo noi».  Il presidente Tersilio Ceccanti e i suoi collaboratori vogliono uscire dalle sabbie mobili della Terza categoria e, per questo, cercheranno di rimanere primi. «Sbaglia chi pensa - prosegue l'allenatore - che siamo superiori a tutti. Certo, la rosa è competitiva, ma è la tabella di marcia a renderci migliori degli altri. Basta pensare che, al campo e in trasferta, con noi ci sono sempre i dirigenti».  Già, al "Loris Rossetti" nessuno si risparmia: gli azionisti hanno scelto collaboratori capaci, hanno dato fiducia al tecnico e chiesto i risultati alla squadra, in testa dall'inizio del rodeo.  «Avanti così - chiude Citi - anche con gli Juniores. Mi farebbe piacere, però, che alla convocazione rispondessero con entusiasmo. La presenza in prima squadra dev'essere fonte di motivazione. Lo stesso vale per quando si entra in campo, dove comunque i giovani si sono ben comportati». Arrivederci al 2012, allora, con la promessa di maggiore spettacolo in casa, «dove fatichiamo perché gli avversari si chiudono, al contrario che in trasferta, quando cercano il gol e ci permettono di distenderci e di giocare la palla».

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