Il Tirreno

Il club Boniperti compie 40 anni

Michele Falorni

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 CECINA. Stadio comunale, autunno 1971. Il Cecina calcio ha appena vinto una partita di campionato, Roberto Bettega ha appena segnato di tacco un gol favoloso al Milan. Mario Castellani, Roberto Vanni e Giuseppe Pellegrini escono dal campo, si fregano le mani e urlano all'unisono: "fonderemo il club della Juventus". Detto fatto: pochi giorni e nasce in città il "Giampiero Boniperti", - un atto dovuto al presidentissimo - che nei giorni scorsi ha compiuto quarant'anni e a gennaio 2012 eleggerà nella sede di via Fattori il nuovo consiglio, ad oggi presieduto da Enzo Geri. Castellani, direttore tecnico della scuola tennis del Garden alla Mazzanta, è una miniera di ricordi. Dei bianconeri conosce tutto, e ora attende impaziente primavera per salire a Torino, visitare il museo e godersi una gara nello stadio senza barriere, magari festeggiando lo scudetto. «Non è una leggenda: negli anni '80 - dice emozionato - ho stretto la mano a Boniperti nel corridoio degli spogliatoi del mitico comunale. Tanto che, dopo mezzo minuto di colloquio, mi ha firmato il pallone che avevo con me e mi ha salutato, perché voleva caricare la squadra prima della partita».  Andò così: Castellani, una notte di Coppa dei campioni, conobbe l'autista del presidentissimo che dal 1971 al 90 chiuse in bacheca tanti trofei. Divennero amici e, prima di lasciarsi, scappò la promessa: questo è il numero di telefono, se ritorna chiami, glielo faccio incontrare. Verità: poche settimane dopo, nel ventre dell'arena, il faccia a faccia, con tanto di biglietti di tribuna poi spediti al club cecinese vista la militanza e le frequentazioni con la casa madre. Mario, quando Giampiero si dileguò, lo seguì, ma a pochi passi dagli spogliatoi fu fermato: lì non si può entrare, gli dissero. Comunque: una volta, quando non c'erano le tv a pagamento, le tessere erano 400. Oggi è cambiato tutto e sono 120. Ma la passione è rimasta la stessa. I fondatori della succursale cittadina della Juventus ne hanno viste tante: l'Heysel nel 1985 con la tragica vittoria della prima Coppa dei Campioni, il trionfo di Roma nel 1996, i campionati e mille sfide in giro per l'Italia. Nel 1997, ospitarono per una cena al Marinetta di Bibbona il difensore Sergio Porrini. Oggi, ma non lo dicono, vorrebbero Alessandro Del Piero.

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di Redazione web