Il Tirreno

Un Cecina che sogna in grande

Michele Falorni
Il Cecin col Bonalaccia A fianco Cogoni
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Il Cecin col Bonalaccia A fianco Cogoni

La 3ª Categoria sta stretta: 5 vittorie in 5 partite. Ma occhio al Salivoli

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 CECINA. Neanche il tempo di arrivare a metà novembre per il primo parziale bilancio e il Cecina è già primo, in fuga solitaria, in una stagione dalla partenza esaltante. Sì, i rossoblù allenati da Gabriele Citi hanno sfilato al torneo cinque vittorie in cinque partite: una notizia che, allo stadio «Loris Rossetti», non si sentiva da anni.  I 15 punti conquistati confermano che «il momento è positivo e l'entusiasmo non manca, nonostante la stagione sia soltanto all'inizio». Parole di Sergio Vanni, che con il presidente Tersilio Ceccanti ha costruito la squadra per uscire dalle sabbie mobili della Terza categoria.  La periferia del calcio che conta è un'offesa per la città, abituata a misurarsi con i professionisti prima e, in tempi recenti, almeno con la serie D. Ai tifosi, per esempio, non piacerebbe nemmeno l'Eccellenza, perchè la piazza risente del peso della storia, anche se gli almanacchi non giocano. Le retrocessioni, come le crisi, sono in questo sport pane quotidiano, a patto che non si perda la dignità, sacra soprattutto quando noiose trasferte spingono i ragazzi su campi segnati a fatica sulla carta. Per questo, il popolo degli striscioni vuole almeno la promozione diretta.  «Il Salivoli, lo sappiamo - prosegue il diesse - non molla. Dunque tocca a noi sbagliare il meno possibile, mantenendoci umili e considerando che soltanto a primavera leggeremo i verdetti definitivi. Per tacere degli infortuni, delle squalifiche, dei problemi che, ogni anno, si presentano alle società. Comunque, non lamentiamoci: siamo competitivi, ma rimaniamo umili». Già, perchè l'aria della vetta, a volte, fa girare la testa. E come se non bastasse, la lepre deve sempre guardarsi dai cacciatori come il Salivoli, motivato e secondo a quota 13.  Le sorprese non finiscono qui. In un mese di sfide, i cecinesi hanno segnato 26 reti e ne hanno subite solo 3. Merito dell'attacco? No, del gioco corale, che aiuta chi finalizza. Contro la Massetana (2-1) la gara è stata combattuta, così come domenica scorsa con Bonalaccia. Gli elbani lamentavano più di un'assenza, ma non si sono mai nascosti: bravi. E bravo anche Gianni Vanni, per le tre parate decisive - una su punizione, due su azione - nel primo tempo, quando il risultato era ancora in bilico. Nella ripresa, pilota automatico e problemi zero.  «Nel prossimo fine settimana - chiude Vanni - ci aspetta un'altra trasferta all'Elba. A navigare, ormai, siamo abituati. Basterà non rilassarci e sfruttare le nostre risorse, senza sottovalutare i padroni di casa». In attesa di Romanacci, alle prese con un risentimento muscolare, il mister sperimenta. E chissà che, nelle prossime settimane, non peschi tra i ragazzini per togliersi altre soddisfazioni.  

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