La manifestazione
«Sulla sabbia? Vince l'amicizia»
Alberto Mangiantini
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Lara con la maglia del Rosignano sei anni fa Il beach volley, la nuova frontiera di Lara Dal Canto
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ROSIGNANO. Giocatrice di pallavolo in B2 e studentessa di scienze motorie a Pisa durante l'anno, campionessa di beach volley nei fine settimana d'estate. Questa è la vita di Lara Dal Canto, rosignanese che quest'anno sta giocando i campionati italiani assoluti e che mira a raggiungere presto le vette del beach volley nazionale. In coppia con l'esperta Carlotta Casadei, riminese di nascita ma pisana di adozione, una delle più forti giocatrici del seeding con alle spalle partecipazioni al King of the beach. Con la sua compagna di squadra quest'anno nel Videomusic Castelfranco, Lara sta scalando pian piano le classifiche di specialità, occupa attualmente la diciannovesima posizione in singolo e oscilla tra la quinta e l'ottava in coppia. La carriera. Ventunenne, nata a Livorno dove ha iniziato a giocare, Lara si è trasferita giovanissima a Rosignano, dove ha fatto tutta la trafila nelle giovanili, e con cui ha vinto numerosi campionati provinciali e un titolo regionale under 18, fino ad arrivare alla prima squadra dove ha conseguito la promozione in B2. Passata prima a Donoratico in B1 e poi ad Aulla in B2, da due anni per motivi di studio si è trasferita a Castelfranco dove milita nella locale formazione di B2. La scoperta del beach volley. Ma come è nata questa passione per il beach volley? «Lo scorso anno iniziai per divertimento, partecipando ai campionati regionali e facendo le qualificazioni per le tappe del torneo nazionale, raggiungendo in alcuni casi anche l'accesso al tabellone principale. Da lì ho cominciato ad appassionarmi a questo sport e in questa stagione, spinta dall'insistenza di Carlotta, ho deciso di iniziare seriamente, anche con risultati soddisfacenti». Risultati senz'altro di alto livello, con 2 quinti posti negli appuntamenti di Lecce e Cosenza ma soprattutto il secondo posto assoluto della tappa di Catania, con la ciliegina sulla torta di essere riuscite a sconfiggere durante le qualificazioni le campionesse italiane in carica, Silvia Fanella e Barbara Campanari, imbattute da più di un anno e vincitrici finora di tutte le tappe giocate. Un buon inizio quindi, un po' frenato nell'ultimo weekend quando, a causa di un viaggio verso Vasto da tregenda, hanno perso la mattina, per poi recuperare fino agli ottavi di finale quando, al termine di una partita splendida sempre contro le campionesse italiane, si sono dovute arrendere per 2-1 dopo aver avuto nel secondo set la possibilità di chiudere il match: «Purtroppo il beach volley è così, non ti permette un attimo di distrazione - spiega Lara - sabato con soli 5 minuti di stanchezza abbiamo concesso alle nostre avversarie un break di 7 punti, che ci ha tagliato le gambe». Un'esperienza diversa. Ma che differenza c'è tra beach volley e indoor? «Dal punto di vista tecnico e regolamentare - spiega - le differenze sono notevoli visto che si arriva a 21, c'è il divieto di fare pallonetto, e soprattutto c'è un'estrema fiscalità da parte degli arbitri nel palleggio di alzata, tanto che quasi tutti alla fine alziamo in bagher. Un'altra differenza è ovviamente il fattore clima: si gioca con qualsiasi condizione atmosferica, caldo, freddo, vento, pioggia, e la capacità di adattamento è un fattore determinante per una buona giocatrice. Ma le differenze maggiori sono culturali: con la compagna è necessaria un'intesa perfetta, quindi essere amici è fondamentale, poi in campo la competizione è grandissima ma fuori siamo tutti amici e non ci sono invidie e rivalità di nessun genere, e quando vinci o perdi ti senti tutto più tuo e devi necessariamente assumerti maggiori responsabilità». Poche strutture. In Toscana mancano strutture adeguate: come fate ad allenarvi? «Purtroppo questo è un problema enorme per la nostra regione, che nonostante tutto continua a sfornare campioni come i viareggini Riccardo Fenili, 3 volte campione italiano, ed Eugenio Amore, olimpionico di Pechino. Insieme a Carlotta ci alleniamo presso le strutture balneari a Marina di Pisa, su campi non all'altezza e senza possibilità di giocare partite impegnative, oppure siamo costrette a spostamenti di chilometri fuori regione, anche in zone dove di mare non esiste nemmeno l'ombra. Purtroppo in Toscana manca la cultura del beach, visto ancora come un gioco da spiaggia e non come uno sport che richiede lo stesso impegno di pallavolo o altri sport più famosi». Studio e sport. Come fa a conciliare lo sport e lo studio? «In inverno è semplice, non ho grossi problemi a sostenere gli esami, ma quest'estate purtroppo ho dovuto saltare gli appelli estivi per meglio prepararmi a questa avventura, in quanto essendo in giro per l'Italia ogni weekend è impossibile studiare. Sono comunque soddisfatta di questa scelta che, costringendomi a viaggiare da sola con ogni mezzo, mi sta aiutando a crescere ed a prendere decisioni autonome». Quali sono i progetti e le tue aspettative per il futuro? «Per ora l'obiettivo è fare bene nelle prossime 2 tappe di Benevento e Cesenatico, e qualificarsi così per le finali del 7 agosto a San Salvo, dove affronteremo le migliori sedici coppie del campionato. Il sogno sarebbe entrare tra le prime 4 del ranking italiano, e crediamo che sia un obiettivo raggiungibile». In futuro sono previsti impegni anche al di fuori dell'Italia? «Calma, per ora non ci pensiamo nemmeno, anche perché il world tour prevede tappe invernali inconciliabili con il nostro impegno invernale nell'indoor, per non parlare di studio e lavoro. Ma in futuro chissà, mai dire mai...».
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