Il Tirreno

«Sì, ho pianto per l'emozione»

Alessandro Bientinesi
Un destro di Pagliara al volto dell’ ungherese Nagy
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Un destro di Pagliara al volto dell’ ungherese Nagy

Pagliara si confessa dopo il titolo e il bagno di folla al palasport

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 CECINA. Il gong, tre passi e un pianto che ha commosso una città. Floriano Pagliara, il nuovo campione mediterraneo Ibf, venerdì sera in un palasport gremito non è riuscito a trattenere le lacrime: quel match valeva molto più di una cintura e di un titolo. Era la rivincita per chiudere una volta per tutte il conto con la sua tanto amata Cecina.  Era una sfida da non sbagliare. E Floriano ha fatto tutto alla perfezione, da campione.  Cosa hai pensato una volta suonato l'ultimo gong?  «In quei tre passi ho pensato agli ultimi tre anni, un periodo davvero difficile ma nel quale non ho mai smesso di sognare. In quei tre passi ho relizzato che tutto era diventato vero, che finalmente avevano un senso tutti i sacrifici che avevo fatto nella mia vita, che non ero un pugile finito. E non sono riuscito a trattenere l'emozione, troppo forte davvero».  Commovente anche il primo abbraccio alla tua ragazza? « Stefania è la persona che più di tutti si meritava questo successo. Questa è la cintura dell'amore e non lo dico volendo fare facile sentimentalismo. Prima di tutto l'amore di una donna che mi ha saputo aspettare ed è stata la prima a credere sempre in me, a rispettare la mia scelta di partire per l'America pur sapendo che per lunghi periodo saremmo stati lontani. Ha sofferto con me, più di me, sostenuta da una famiglia eccezionale che mi mandava continuamente marmellate e spinaci per aiutarmi nella mia dieta. È la cintura anche dell'amore di una città, Cecina, senza dimenticare la mia famiglia e gli amici che mi sono sempre stati vicini».  Il tuo match più bello anche tecnicamente? « Ho avuto modo di rivederlo in tv ma già sul ring mi rendevo conto che il lavoro fatto sulla breve distanza con Andrea Galbiati, quello sulla media e lunga con Don Saxby e con Stefano Ravalli per la parte atletica mi stava aiutando. Prima del match ero tranquillo, ero convinto che la cintura Ibf poteva essere solo mia. Mi sono gestito al meglio ma non ho mai temuto di perdere».  Quali prospettive si aprono dopo questa vittoria?  «Al momento mi voglio godere la vittoria ma so benissimo che, anche se la sigla Ibf mi permetterà di salire nelle classifiche europee e mondiali in America non sono ancora nessuno. Questa, credo, sarà la mia forza. Si è chiuso un cerchio con Cecina ma questa vittoria è e deve essere solo un punto di partenza. Tra qualche giorno ripartirò per gli Stati Uniti perché ho dimostrato a tutti che la decisione di andare ad allenarmi alla Gleason's gym è stata giusta. So di essere migliorato tantissimo ma ho ancora molto da imparare e sono deciso di farlo ancora là. Anche se l'accoglienza di Cecina è stata davvero formidabile, spero di averla ripagata nel migliore dei modi».

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