Il Tirreno

Primi colpi del nuovo Rosignano

Nella foto Bruno Bartolozzi (in piedi) secondo da sx, formazione 1961/62
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Nella foto Bruno Bartolozzi (in piedi) secondo da sx, formazione 1961/62

Presi Rummolo e Malasoma, si tratta Cannarsa

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 ROSIGNANO. Tanta carne al fuoco a Rosignano dove il direttore sportivo Bruno Bartolozzi è impegnatissimo ad allestire la rosa, visto che l'1 agosto inizierà la preparazione della prima squadra al campo sussidiario di via della Repubblica. Un lavoro che il bravo Bartolozzi fa con la testa e col cuore: indimenticabili per l'attaccante livornese gli anni trascorsi indossando la casacca biancoblù, in un team di cui era uno dei punti di forza. L'esperto diesse rosignanese ha intanto avuto il sì da un gruppetto di giocatori della passata stagione, e cioè Manuel Iarrusso, Matteo Moneta, Tommaso Raglianti e Simone Capanni: un quartetto affidabile e di valore. Poi si è assicurato Gabriele Rummolo, il difensore che ha vinto il campionato 2009-2010 col Borgo a Buggiano allenato dal cecinese Guido Pagliuca; Rummolo è stato fra l'altro a Castelfranco, in Eccellenza, con Giacomo Lazzini (Sabatini, Urbani, Garbini, Convalle e Leonardi alcuni dei suoi compagni di squadra) e nella Primavera del Livorno (con Malventi, Balleri, Ferretti, Casalini...). È stata quindi la volta del diciannovenne Malasoma, stopper proveniente dalla Primavera amaranto.  Dovrebbe unirsi a questi primi acquisti anche Yuri Cannarsa, difensore con precedenti nella Reggina e nel Livorno, l'anno scorso in C2 nel Savona. Si dice che al Rosignano potrebbero interessare anche Luca D'Ambrosio e Franco Urbani, ex giocatori di Stefano Brondi quando era allenatore del Cecina.  Domani Bartolozzi ha in agenda l'appuntamento con addetti ai lavori del Livorno per vedere se ci sono i presupposti per prelevare alcuni calciatori che potrebbero fare al caso della rosa biancoblù.  Ieri infine è stato presentato allo stadio il nuovo mister Brondi, il quale non ha smentito i suoi propositi di tecnico volitivo e di carattere affermando che la sua non sarà una squadra sulla difensiva, bensì motivata e desiderosa di lottare e di vincere. Fatta perlopiù di giovani, ma con alcuni elementi esperti, dai quali in serie D non si può prescindere. Stefano Brondi ha anche ribadito l'importanza del settore giovanile, da dove la società dovrebbe tirar fuori ogni anno qualche giocatore evitando così di andare a cercarlo altrove. F.C.

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