Gioco
Diego arriva fra gli applausi ed è una festa tutta rosa per il super campione
Giorgio Creatini
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A fianco il giovane ciclista riceve la targa dal sindaco Tinti Sulla destra stringe la mano al maestro Luciano Bezzini Sotto è avvolto dal caloroso abbraccio di una signora Il giovane ciclista di Donoratico accolto dai fan Prima il sindaco gli ha consegnato una targa in Consiglio
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DONORATICO. Un bagno di folla, entusiasmo e tante lacrime. Quando un tiratissimo Diego Ulissi è sceso dall'auto accompagnato da babbo Mauro dopo un ricevimento in Consiglio comunale (consegnato un riconoscimento per il fantastico Giro d'Italia dal sindaco Fabio Tinti a nome della cittadinanza) uno scrosciante applauso ha rotto il sommesso vociare di centinaia di sportivi pronti ad inneggiare il loro campione. Fan club dalla Francia, dal Canada, telefonate in diretta dall'Arizona, da grandi personaggi del ciclismo del passato come Dino Zandegù e poi una selva di strette di mano, abbracci, baci. Diego si è perfettamente calato nella parte, disponibile e sorridente con tutti, ha risposto a tante domande, ha raccontato la sua fatica, la sua gioia, il suo dolore per il fattaccio della tappa ligure. Poi, alle spalle di una tavola riccamente imbandita si è scoperto uno striscione con le più belle immagini del portacolori della Lampre al Giro d'Italia con sotto una frase ripresa da un'intervista: «Mi impegnerò per mutare in realtà le mie fantasie». «E' da quando avevo 6 anni che sognavo questo momento - ci dice Diego - spero che si possa ripetere perché dà delle sensazioni incredibili. Voglio ringraziare tutta questa gente per l'affetto e la stima. E' gente che mi vuole bene. Mi sono impegnato tantissimo in questa corsa. Sono partito per essere l'aiuto dei miei capitani, ho portato tante borracce. Poi è capitata una tappa dove la squadra di Contador ha permesso una fuga e io mi ci sono catapultato, la squadra mi ha dato il via e le indicazioni del caso, poi avete visto tutti come è andata». «Con Visconti - continua Dieghito - è rimasta ruggine, lui è convinto di aver ragione anche se ha ammesso il suo errore. Io ho vinto d'astuzia, facendo anche un po' il furbo, ma avere l'occasione di vincere una tappa a 21 anni... quando mi ricapitava!» Cosa ti resta di questo giro al di là delle grosse soddisfazioni? «La fatica, le tappe durissime, le salite terribili, pensa che in una tappa siamo stati in bicicletta per 8 ore di fila, poi l'entusiasmo della gente sul percorso, le bellezze della nostra terra, i consigli dei miei compagni di squadra, il rapporto umano con tanti ragazzi come me». Cosa c'è nel tuo immediato futuro? «Tre quattro giorni di fermo per recuperare le energie poi il giro di Slovenia e il campionato italiano in Sicilia, proprio nella terra di Visconti» (ride). Arrivano altri fan, esigono Diego per le foto, per una dedica sul cappellino, sulla maglietta, lui affabile e sorridente non si tira indentro mai. Il nostro campione, sta facendo sognare con quella sua faccia pulita da bravo ragazzo che nasconde un'intelligenza tattica diabolica che in corsa in molti hanno già sperimentato sulla loro pelle. Anche all'estero le imprese di Ulissi hanno trovato larghissimo eco. Quotidiani sportivi francesi, belgi, olandesi e americani gli hanno dedicato grande spazio. E' nata una stella, ripetono in molti, ma va coltivata con saggezza, con calma, il tempo è con lui, lasciamolo crescere piano piano.
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