Sicurezza
Deri: Castiglioncello bravo a superare l'ondata di infortuni
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Unazione dattacco del Castiglioncello 2 MINUTI DI LETTURA
CASTIGLIONCELLO. Un'altra stagione positiva per l'Unione sportiva Castiglioncello, la società calcistica più vecchia del comune. A bocce ferme, l'intervista allo storico dirigente Pier Luigi Deri. Gli chiediamo come valuta il club azzurro il torneo di Prima categoria appena concluso? «Si è trattato di un campionato un po' anonimo - risponde Deri - che comunque si è concluso con una tranquilla salvezza». «Anche se non si può sottacere - prosegue Deri - che all'inizio le ambizioni erano sicuramente maggiori, perché la squadra veniva da un'ottima stagione terminata con la vittoria dei playoff e perché si era ulteriormente rinforzata con gli arrivi di Gabriele Gambino, Federico Carlotti e Mattia Mencari». Quali sono le cause del mancato conseguimento delle attese iniziali? «Sono molteplici. In parte dovute al fatto che è sempre molto difficile ripetersi. Inoltre è stata un'annata negativa dal punto di vista degli infortuni, spesso assai gravi (menischi, grosse distorsioni e altro). Questo ha condizionato il rendimento anche da un punto di vista psicologico. A un certo punto la squadra, visti sfuggire gli obiettivi iniziali, ha subìto un contraccolpo che l'ha portata a rendere meno delle sue possibilità e a non rendersi conto che svaniti i sogni di ripetere quella precedente si prospettava il rischio di doversi guardare alle spalle per non essere risucchiati nelle posizioni basse. Fortunatamente l'allenatore Bacci e il direttore sportivo Menichetti sono riusciti per tempo a far capire i pericoli a cui la squadra andava incontro e grazie al maggiore impegno profuso nelle ultime gare la salvezza è stata ottenuta abbastanza tranquillamente. Ed è stata conseguita in classifica la settima posizione che rispecchia in pieno quanto fatto nel corso dell'anno. Con un buon girone d'andata, un periodo nero durato una decina di gare e una ripresa finale». E le intenzioni per il prossimo campionato? «Intanto confermare lo staff tecnico e la maggior parte dei calciatori che nonostante quanto detto in precedenza godono della stima dei tecnici e della società. Poi trovare un congruo numero di validi sottoquota, 1990 e '91 come da regolamento e sarà il compito più difficile e antipatico per la società che dovrà, per far loro posto, rinunciare a qualche elemento più datato come età anche se ancora assai valido». Obiettivi? «Gli obiettivi della società dipenderanno chiaramente da quanto si potrà fare nella costruzione della squadra e molto dipenderà proprio dai giovani più o meno validi che potremo reperire. Quindi solo alla fine della campagna acquisti-cessioni si potrà valutare con meno approssimazione quello che potrà essere l'obiettivo, anche se l'esperienza di quest'anno fa capire che il margine d'errore è sempre elevato».
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