Il Tirreno

Chiusa la stagione con una faticosa salvezza, è ora di pensare al futuro societario

Rosignano, tra dubbi e dimissioni

Un momento della partita tra il Rosignano e Pizzighettone terminata con la vittoria dei locali
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Un momento della partita tra il Rosignano e Pizzighettone terminata con la vittoria dei locali

Clima di incertezza dopo l'addio annunciato dal presidente Polzella

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 ROSIGNANO. E' finita bene, con un 8º posto che lascia anche spazio al rammarico. Le due vittorie consecutive finali hanno dimostrato che il Rosignano poteva ambire a qualcosa di meglio della salvezza e cioè ad un posto nei playoff per la conquista dei quali sono mancati sei punti; ma se si mettono in conto i 6 rigori sbagliati (4 consecutivi), i pali e le traverse colpite i biancoblù avrebbero potuto farcela.  Anche perché vanno agli spareggi oltre al Pontedera, secondo della graduatoria dietro al promosso Borgo a Buggiano, delle formazioni come Mezzolara, Bagnolese e Castelfranco Emilia che sinceramente sono apparse sul livello della squadra di Luca Polzella. Un tecnico che ha dovuto fare di necessità virtù fronteggiando l'emergenza causata da tantissimi infortuni. Anche contro il Pizzighettone domenica mancavano in tre (Ceciarini, Moneta e Caputo) ma la squadra ha ovviato bene all'emergenza con una difesa dove il rientrante Giani ha giganteggiato e Barsotti ha assicurato la consueta spinta sulla fascia sinistra. In un centrocampo dove Prevete è ritornato al suo vecchio ruolo, Paolo Regoli si è reso protagonista di una bella prestazione, mentre Manuel Iarrusso si è sacrificato con abnegazione come uomo di fascia e suggeritore per gli attaccanti puri Arrighini e Falchini. Quest'ultimo si è dimostrato ancora una volta tra i migliori. Oltre al gol decisivo, con determinante deviazione di Zentil, ha creato spazi, è stato il più pericoloso in zona gol. Un acquisto invernale davvero azzeccato quello del bomber livornese che era reduce da mille problemi fisici che ha superato nei cinque mesi in biancoblù chiusi con nove reti in sole sedici presenze a testimonianza del suo spessore. Falchini ha raggiunto a quota 9 nel bottino personale Iarrusso e Arrighini che nell'ultima gara di campionato si sono impegnati per raggiungere la doppia cifra nei gol personali ma non ci sono riusciti. Resta il fatto che avere avuto tre attaccanti che complessivamente hanno siglato 27 reti è stata una delle armi più importanti del Rosignano che ha ovviato bene alla mancanza di gol garantita dai centrocampisti.  Dunque la stagione agonistica del Rosignano si è chiusa domenica con la festa a fine gara che gli ultras e la società biancoblù hanno organizzato per salutare la salvezza e un piazzamento finale sicuramente di prestigio. Non ci saranno più allenamenti ufficiali, ma la pattuglia di Luca Polzella si ritroverà per una conviviale di fine stagione che sancirà il definitivo rompete le righe. Ora l'attenzione si sposta sulla risoluzione della crisi societaria nata dalle dimissioni del presidente Silvestro Polzella. La speranza è che il patrimonio conquistato in questi anni di successi e di bontà di gestione non venga disperso. (f.c.)

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