Sicurezza
Campionessa di ciclismo
Valeria, quel talento scoperto a 40 anni
Michele Falorni
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Valeria Martino con la sua bici 2 MINUTI DI LETTURA
BIBBONA. Con la bicicletta ha un rapporto speciale: tolta la giacca da dirigente, indossa maglietta e pantaloncini e si presenta al via. Valeria Martino, vicepresidente del Club Paolo Bettini, ha scelto il ciclismo due anni fa, a quarant'anni. Quarta assoluta a Grosseto, dopo 162 tirati chilometri che le hanno consegnato la maglia rosa del Granducato. Inutile dire quanto Valeria sia felice, contesa tra l'agonismo e i ragazzi della California. «Conta più la testa delle gambe - spiega - ma per me ogni volta è una sfida diversa. Nel 2010 ho vinto il Granducato di Toscana e il Brevetto toscano, una gara a tappe. Peccato che mi sia avvicinata tardi al ciclismo, ma ho l'entusiasmo di una ventenne. Quest'anno poi è particolare: sono rientrata il 6 gennaio da un infortunio al braccio, mi sono allenata facendo spinning, a marzo ho strappato il secondo posto alla Folgore di Casciana». Insomma, tra la strada e la palestra - complice l'esperienza con il National team Schwinn, marchio internazionale, dove è insegnante - Martino ha ritrovato la propria dimensione. L'altro aspetto della vita agonistica di Valeria si svolge dietro la scrivania, come direttore sportivo e vicepresidente del "Bettini". «Ai piccoli ciclisti - racconta Valeria Martino - spiego insieme a Fabrizio Menghi e Matteo Celli (gli altri istruttori, ndc) che conta stare bene insieme e divertirsi. Un modo per vincere la timidezza e ritagliarsi un ruolo all'interno del gruppo. Alla fine è un gioco». Martino, una laurea in informatica, si è iscritta al corso del Coni per divenire nutrizionista. Nel poco tempo libero, quando non legge libri di medicina assecondando un'altra passione, ascolta musica classica e strumentale. Per caricarsi prima della corsa, però, non si nega un cd dei Pink Floyd: il rock, del resto, è energia pura.
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