Il Tirreno

Il quintetto gialloblù non si ferma più

Donoratico supera il Sei Rose nel derby

Un match del Sei Rose
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Un match del Sei Rose

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 DONORATICO: 79   -   ROSIGNANO: 74   DONORATICO: Frolli 2, Iaconi 10, Muti 17, Cassanmagnago 9, Francardi G. 6, Francardi L. 9, Crudeli 5, Beccari 4, Bianchi 16, Creatini 1. All. Spina.  SEI ROSE ROSIGNANO: Panattoni A. 7, Chesi 18, Panattoni F., Notarpasquale 20, Raspo 4, Manzi 7, Giammalva 2, Zaccagnino 3, Diagne, Becherini 13. All. Montagnani. ARBITRI: Ricciuti e Rosselli di Livorno. NOTE: Parziali 23-14, 36-30, 62-22.  DONORATICO. Donoratico non si ferma più. Nel derby i gialloblù hanno conquistato il loro decimo sigillo consecutivo battendo un Rosignano mai domo. Una gara molto sentita, con le tribune stracolme, che vedeva i locali partire a mille grazie ad un'ottima difesa ed ai canestri di Bianchi e Francardi. Il Sei Rose però restava attaccato con le iniziative di Becherini e Manzi. Si andava al riposo con il Varo a guidare di 6 lunghezze. Il rientro dagli spogliatoi era uno shock per gli ospiti: Manzi usciva subito per falli, mentre Donoratico alzava vertiginosamente il ritmo, mitragliando la zona biancoblù a suon di triple con un Muti stratosferico (4 consecutive) e con un Cassanmagnago deciso ed intraprendente più che mai. Si toccava anche il +20, prima di finire il 3º parziale sul +14. Nell'ultimo quarto Rosignano provava a rientrare in partita trascinata da Chesi e Notarpasquale, arrivando in un rocambolesco finale a toccare anche il -3. Crudeli però era freddo dalla lunetta e Donoratico portava a casa altri due importantissimi punti, seppur con qualche patema di troppo. In attesa di recuperare capitan Benini, arriva dunque un'altra bella vittoria, che lancia gli uomini di Spina al secondo posto solitario in classifica, a due punti dalla vetta. Adesso però è già tempo di pensare ad un'altra battaglia.  Quanto al Rosignano, la sua è stata una partita dai due volti: nella prima parte dominano scarsa vena e motivazione, fino ad un'infilata di punti presi nello spazio di 2-3 minuti del 3º tempino. Da qui la ripresa di coscienza di essere tutto sommato una squadra da rispettare, e tornano concentrazione e impegno fino alla speranza finale di potercela anche fare. Invece il Donoratico ha retto bene, ha approfittato dei momenti di calo degli avversari e in ultimo, seppure in difficoltà, si è affidato ai giocatori più esperti per la gestione prudente del vantaggio.

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