Il presidente: «Siamo una società sana, senza nessun pagamento scoperto»
«Senza aiuti mollo tutto»
Alessandra Bernardeschi
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Sopra Felice Prevete, colpo di mercato Polzella si sfoga: «Servono nuovi spazi per giocare»
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ROSIGNANO. Il 2011 sarà un anno decisivo per il Rosignano. E non solo per ritrovare lo slancio che ha portato la squadra a sfiorare la serie C, ma anche per trovare quelle risorse, economiche e strutturali, promesse da tempo. E le risposte dovranno arrivare entro il prossimo luglio. Ovvero, tra l'8 maggio, ultimo giorno di campionato, ed il primo luglio giorno di iscrizione al campionato «perché io, da solo, non mi sento di poter sostenere tutto». Così Silvestro Polzella presidente da 4 anni del Rosignano, conclude la conferenza stampa di ieri. Un'ora e mezza durante la quale il presidente non si sottrae alle domande e non nasconde le difficoltà. «I primi sei mesi del 2010 sono stati di grande soddisfazione». Poi la ripresa dell'attività a luglio «con una squadra ex nova con l'addio del ds Bargagna e del mister Lazzini. Il tutto ha portato un po' di scompiglio, ma non ci siamo fatti assalire dalla delusione». Ecco allora l'arrivo di due persone conosciute ed esperte come Stefano Tognozzi, consulente di mercato, e del figlio Matteo, team menager. «Sapevamo che Stefano attendeva la chiamata da Luciano Spalletti allenatore dello Zenit, una chiamata che per noi è arrivata troppo presto e che ci ha messo in difficoltà». Poi alcuni dissapori «perché - continua Polzella - avevo dato le direttive di allargare la squadra, ma il giorno della chiusura delle liste si avvicinava e il mister non riusciva a trovare i rinforzi. Abbiamo guardato con interesse a qualche giocatore, ma le società hanno chiuso le porte». Da qui la scelta di giovani «che è anche la nostra filosofia. Nel Sei Rose non ci sono senatori, non illudiamo nessuno, ma diamo la possibilità di giocare in campionati importanti». E nonostante i rinforzi cercati e trovati, sette i contratti con nuovi giocatori, forse mancano grandi personalità come gli Arricca o i Balleri. Anche se «Barsotti e Prevete hanno un pedigree di tutto rispetto, basta dare loro del tempo». Polzella non nasconde una certa soddisfazione quando parla del bilancio. «Stiamo attraversando un grande momento di crisi e diventa sempre più problematico andare avanti, trovare contributi. Le aziende che terminano l'anno con gli utili e che hanno sempre contribuito nel settore sportivo, quest'anno, seppur a malincuore, non lo potranno fare. Per questo diventa difficile pensare ad un futuro tranquillo per il Rosignano. Ma a parte tutto questo, dobbiamo dire che al 31 dicembre siamo riusciti a pagare tutti comprese le banche e l'ammortamento del debito pregresso. Un debito che quattro anni fa si aggirava attorno ai 300mila euro e che ora si è ridotto a 100mila. Ma nel frattempo il Rosignano è in serie D e tutti, dai giocatori allo staff fino agli allenatori delle squadre giovanili, sono stati pagati». Altro passaggio dolente, quello delle strutture «Abbiamo necessità di spazi, e, prima di tutto, di un campo di calcio dove allenare una squadra di serie D ossia - continua Polzella - la seconda squadra, per importanza, dopo il Livorno, in tutta la Provincia. Sappiamo che il Comune ha intenzione di stanziare 300mila euro per un campo di calcio con erba sintetica al Lillatro. Ma da solo non può bastare. Occorrono parcheggi, spazi per ristoro, servizi. Ci auguriamo, nonostante le difficoltà economiche, che il progetto venga portato avanti». Ecco allora le risposte che il Rosignano calcio attende «risposte dal mondo imprenditoriale, ma anche dagli amministratori. Da solo non posso farcela». La ricchezza sta anche nei collaboratori «e in quei 400 ragazzi, 350 tesserati al Rosignano». Ragazzi ai quali sono stati consegnati i calendari con le foto delle squadre e che potranno essere appesi in casa.
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