Il Tirreno

Padroni di casa reduci dal ko con la capolista, ospiti dalla vittoria (con rissa) su Shangay

Sporting all'assalto dell'Orlando

Michele Falorni
Falossi porta palla a centro campo
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Falossi porta palla a centro campo

Sarà dura a Livorno ma i rossoblù vogliono allungare la serie

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 CECINA. Mentre Natale si avvicina a grandi passi, il Cecina Sporting prova oggi ad allungare la serie positiva sul campo dell'Orlando. Il girone livornese non fa sconti a nessuno, meno che mai alle iscritte pronte, un fine settimana dopo l'altro, a sfidarsi per un posto al sole. Il verdetto sarà emesso, salvo terremoti, il 15 maggio, ma è bene ricordare che in Seconda sale soltanto la prima classificata, con le altre costrette a sgomitare per un altro posto via spareggi. Insomma, se niente cambia sarà davvero un torneo senza esclusione di colpi.  I padroni di casa non sono degli sprovveduti, nonostante i punti ottenuti fino ad ora siano solo 14, nove in meno dei rossoblù, terzi dietro all'Amaranto e all'Atletico Salviano.  L'Orlando 2010 punta a una quota nei playoff, ma per conquistarla dovrà invertire la rotta. Non è un caso che, sette giorni orsono, abbia perso 4-2 proprio sul terreno della capolista, che ha senza dubbio sfruttato il fattore campo aggiungendo però l'esperienza necessaria per blindare il risultato.  A Livorno si gioca sempre senza tregua. L'ambiente non è facile, per vincere servono nervi saldi.  Paolo Giovannelli comunque, potrà contare sui contributi di Antonio La Rosa, al rientro dalla squalifica, mentre dovrà privarsi del difensore Fabrizio Zazzeri per via del rosso seguito al doppio giallo nel faccia a faccia del comunale contro i Fratelli Gigli Shangay.  Al "Loris Rossetti" è successo di tutto, a partire dalla rissa che ha coinvolto i tifosi di casa. Brutte cose, che di certo non regalano pubblicità al calcio. Sul piano sportivo, invece, i cecinesi hanno reagito con personalità all'1-0 ribaltando il risultato con la doppietta di Omar Donato.  Ogni partita, dice il proverbio, ha la sua storia. Il presidente Enrico Marinai e i suoi collaboratori lo sanno: proprio per questo scendono sul prato (ammesso che l'erba ci sia) con umiltà ma senza nascondere le ambizioni. Ci sarà da soffrire, perché questa è una squadra conosciuta che il mister dispone con ordine in campo. Sotto a chi tocca, allora, sperando di divertirsi.

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