Il Tirreno

«Ho chiuso senza una lira di debito»

Enrico Cerri, al centro, tra Mauro Guglielmi e Paolo Barabino e, a fianco, una panoramica dello stadio Loris Rossetti
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Enrico Cerri, al centro, tra Mauro Guglielmi e Paolo Barabino e, a fianco, una panoramica dello stadio Loris Rossetti

Cerri replica a La Valle sui conti e suggerisce: rendiamoli pubblici

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 CECINA. Presidente dell'As Cecina dalla primavera del 1999 al 2003, Enrico Cerri risponde a Marcello La Valle sui debiti societari, argomento di cui in via Puccini discutono dalla sera del 16 dicembre 2009, giorno della devastante crisi le cui conseguenze, con la prima squadra salva in serie D ma iscritta ora alla Terza categoria, sono note a tutti. «Quando ho lasciato la carica a Francesco Manno - spiega - sono andato alla Cassa risparmi di Livorno e alla Cassa di risparmio di Volterra e ho chiuso i due conti, uscendo senza una lira di debito».  Cerri sottolinea di non voler polemizzare con La Valle, e pone due domande. La prima: «A luglio del 2009 il presidente Giancarlo Pintossi e il consiglio dissero agli sportivi rossoblù che l'obiettivo erano i playoff. Non parlarono però del passivo: e allora, perchè a dicembre c'è stato il terremoto?» La seconda: «Non sarebbe male rendere pubblici i conti e avere così il quadro della situazione debitoria nei confronti degli istituti di credito e dei fornitori».  Questo per capire con gli importi, le date e i tempi chi ha generato il buco in bilancio.  Da qui, l'analisi della sua gestione che, sottolinea, nella primavera del 2004 - primo anno della presidenza Manno con Cerri vice - ha regalato la promozione dall'Eccellenza alla serie D. «Ripeto, al passaggio delle consegne, andai dalle banche, chiusi i conti e mi assunsi la responsabilità di sistemare i debiti, lasciati pari a zero. Lo stesso valse per i fornitori. Senza considerare il patrimonio dei giocatori, tra i quali svettava il regista Massimiliano Magnani, e l'accordo firmato per il settore giovanile con il Palazzi e il Palazzaccio dando un senso all'attività».  Cerri ripercorre l'aspetto sportivo. In via Puccini «sono state stagioni d'oro, e la prova viene dai risultati conseguiti in serie D, nonostante i ragazzi abbiano mantenuto la categoria misurandosi pure con gli spareggi. Non sempre è stato facile rispettare gli impegni, ma dal punto di vista agonistico le ricompense non sono state poche e, tra queste, brillano i playoff centrati da Massimiliano Maddaloni nella primavera del 2007 (sconfitta contro il Forcoli soltanto ai rigori)». Insomma, per l'ex presidente rossoblù le considerazioni di La Valle, attuale presidente dell'Asd Cecina, sono prive di fondamento. «Dalla gestione di Francesco Manno sono ripartiti da zero con dei conti nuovi. Mi preme ricordare però che ho dato il mio contributo alla società pure in quel periodo, visto il passaggio nel Nazionale dilettanti e i nuovi impegni del sodalizio in relazione agli obiettivi. Senza considerare il lavoro svolto come consiglio insieme al Comune per costruire l'impianto di illuminazione e il bar, rivedere gli spogliatoi e altro».  L'ultimo punto riguarda la risposta all'attuale presidente dell'Ac sporting Cecina 1929, Enrico Marinai. «Ho risposto con una lettera - chiude - perchè certe illazioni non mi riguardano. Sono stato sollecitato, e ho preso carta e penna per evitare che, con il silenzio, certe dichiarazioni venissero avallate».  M.F.

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