Il Tirreno

«Ecco i debiti» La Valle accusa la gestione Cerri

M.M.
Marcello La Valle (a destra) con il suo avvocato Luciano Lo Russo
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Marcello La Valle (a destra) con il suo avvocato Luciano Lo Russo

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 CECINA. Marcello La Valle rompe il silenzio delle ultime settimane e getta nuova benzina sul fuoco della polemica. Si parla di debiti, l'humus che alimenta da un anno ormai il caso del Cecina calcio, e si trascina anche dopo la recessione della società in terza categoria e lo scollamento in due "tronconi". Libri contabili alla mano, La Valle snocciola le cifre dal '99 al 2006. «Ecco chi ha fatto i debiti», accusa. L'occasione arriva infatti in risposta all'intervento di un terzo incomodo, l'ex dirigente rossoblù Enrico Cerri, in polemica con l'avversario di La Valle: il presidente del nuovo Cecina calcio Enrico Marinai.  Cerri riesce insomma - anche se per un momento - a compattare i due "nemici". Quasi il presagio di una futura riunificazione delle due società, tentativo finora miseramente fallito. Ma è una previsione che non piace a Marcello La Valle. «Se uno dice delle cose come ha fatto Cerri non si può tacere - commenta -, non c'entra il rapporto con Marinai. Perché Cerri ha replicato in quel modo? Forse ha la coda di paglia...» Quello che interessa al presidente dell'Asd Cecina sono i numeri. Cifre, libri contabili, che squaderna con precisione. Anno 1999, presidente Enrico Cerri: riunione del consiglio direttivo del Cecina calcio del 26 ottobre, all'ordine del giorno l'approvazione del bilancio d'esercizio. Utile precedente 40 milioni di lire, perdita di 94 milioni. Anno 2000, riunione del direttivo del 27 ottobre, perdita di 66 milioni. Anno 2001, riunione del direttivo del 31 ottobre: perdita di 54 milioni. Anno 2002: riunione del direttivo del 27 ottobre, perdita di 76mila euro.  «Dal '99 al 2002 - sottolinea La Valle - il presidente del Cecina calcio è stato Enrico Cerri, in totale i debiti accumulati ammontano a oltre 166mila euro. Quindi chi ha fatto i debiti? È la prova che i debiti non li ho fatti io, con la mia gestione, ma vengono da lontano». L'elenco continua. «Nel 2003 - dice La Valle - il presidente è Manno, ma il vice presidente è ancora Cerri. Le perdite ammontano a 52mila euro, come ratifica il verbale del 30 ottobre». Stessa musica per il 2004: Manno presidente, Cerri vice, nel verbale del 26 ottobre si certifica una perdita di 68mila euro. Il segno meno si interrompe solo nel 2005: in quell'anno c'è infatti - verbale del 31 ottobre - un utile d'esercizio di 40mila euro. Ma nel 2006 si torna in passivo per 173mila euro (seduta del 29 ottobre).  Il presidente più contestato della storia rossoblù, accusato di aver distrutto il calcio a Cecina, non ci sta a rimanere col cerino in mano. «Cerri è uscito dal direttivo il 9 ottobre del 2006 - commenta La Valle -: se facciamo due conti, vediamo che i debiti che lascia sono pari a 420mila euro. Mi sembra che i numeri parlino chiaro, Cerri è stato nel direttivo del Cecina otto anni, dal '99 al 2006 prima come presidente e poi come vice, e i risultati sono questi. Mi meraviglio che Manno non abbia detto niente di fronte alle sue dichiarazioni. Oltretutto Cerri ha detto di aver lasciato un patrimonio di giocatori, ma quali... che durante la sua gestione, fino al 2005 non esisteva neppure il settore giovanile? Noi piuttosto abbiamo ricreato il vivaio e lasciato un parco giocatori, che poi purtroppo l'intervento del Comune ha disperso».

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