Il Tirreno

Questo Rosignano è un modello

Fabrizio Cavallini
Il presidente Silvestro Polzella, nella foto sopra un primo piano del difensore Matteo Bonatti
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Il presidente Silvestro Polzella, nella foto sopra un primo piano del difensore Matteo Bonatti

«Una società sana e uno staff che potrebbe far bene ovunque»

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 ROSIGNANO. Silvestro Polzella. Il nome che si associa di fatto al Rosignano nuovo corso. Alla sua vita, alle sue fortune. Alle aspettative dell'intera famiglia biancoblù.  Dal presidente il quadro completo di un club vincente.  Esordio col bòtto sia in coppa che in campionato: un super Rosignano?  «Siamo partiti bene, però la strada è ancora lunga e dobbiamo e possiamo fare meglio. L'allenatore Luca Polzella sta facendo un ottimo lavoro e sono convinto che sotto la sua guida questi giovani cresceranno e ci toglieremo tante soddisfazioni. Ma rimaniamo coi piedi per terra e giochiamo con umiltà».  Che ne pensa del girone?  «Il girone di quest'anno è un'incognita sia per le lombarde che per le emiliane e noi toscane. E' vero che non ci sono squadre blasonate o che rappresentano grandi capoluoghi e realtà calcistiche importanti, ma ci sono 5-7 ottime compagini. Siamo comunque contenti di far parte di un raggruppamento dove si privilegia l'aspetto tecnico rispetto a quello più prettamente agonistico».  Un giudizio sul calcio attuale alla luce anche delle vicende spesso travagliate che hanno interessato tante realtà non solo toscane.  «Da quando sono arrivato alla guida del Rosignano ho impostato un lavoro che avesse dei punti cardine ben delineati e precisi. La situazione societaria era molto critica al momento del mio insediamento: c'era un deficit importante, la squadra era in Promozione e l'interesse della gente era ridotto al minimo. Non sta a me dirlo, ma tutti concordano che sia stato fatto un ottimo lavoro, perché il deficit è stato più che dimezzato, sono stati vinti due campionati ed è arrivato uno storico sesto posto al ritorno in serie D dopo 23 anni. Di questo devo ringraziare tutto lo staff: dall'ultimo dei collaboratori fino ai giocatori e ai tecnici. Questo è il tipo di gestione calcistica che voglio e che se fosse stata adottata da tutte le realtà del pianeta calcio non ci saremmo trovati nella situazione di crisi quasi irreversibile che vive questo sport».  «Mi dispiace per il momento che stanno vivendo società anche a noi vicine e soprattutto mi dispiace per i tifosi che sono le prime vittime di una simile situazione. Purtroppo non bisogna prescindere dal rispetto di determinati budget, evitando spese folli e rispettando le regole a livello fiscale. Il Rosignano è una società sana che viene portata ad esempio. Quest'estate siamo stati presi in considerazione dalla Federazione che ci ha proposto l'ammissione nella Lega Pro 2, la ex C2».  «Sarebbe stato storico riportare Rosignano tra i professionisti in così poco tempo, però non abbiamo potuto dire di sì al ripescaggio non per la nostra organizzazione societaria ma per i problemi strutturali ed economici che ci portiamo dietro e che speriamo siano risolti al più presto».  Presidente, ma andrà poi a Carrara, o resterà anima e cuore a Rosignano?  «Si è parlato tanto di Carrara, ma aggiungo che si potrebbero fare i nomi di Livorno, Pisa, Cecina e Castel San Pietro. Proprio lì domenica scorsa il direttore generale emiliano mi ha detto: "Polzella, venga a fare il presidente da noi e porti tutto il suo sfaff perché siete di esempio". Eppure avevano perso a tempo scaduto e ci hanno salutato con dichiarazioni di stima che valgono come i tre punti conquistati sul campo a tempo scaduto. Se gli spazi mi verranno chiusi a Rosignano sono pronto a prendere in considerazione qualsiasi società dove ci sia la possibilità di fare bene con il sostegno e la vicinanza sia della realtà cittadina che quella amministrativa. A Rosignano Silvestro Polzella non può fare tutto da solo: è necessario che abbia il sostegno di sponsor e di chi deve mettere a disposizione le strutture che sono un bene pubblico o non quello di un singolo individuo. A Carrara auguro agli amici Buffon e Lucarelli di fare bene perché la piazza lo merita».  Quali gli auspici e le linee guida per l'annata sportiva 2010-2011?  «E' importante che continui ad arrivare tanta gente che si avvicina alla società per dare il proprio contributo a livello organizzativo. Siamo e resteremo una società sana, attenta ai bilanci e che non farà mai il passo più lungo della gamba. Perché questa è l'unica strada percorribile per sopravvivere».  Notizie dell'ultim'ora?  «L'arrivo del difensore Matteo Bonatti».

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