Sicurezza
È nato il nuovo Cecina calcio
Michele Falorni
8 soci, lunedì l'assemblea. Marinai tra i papabili alla presidenza
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CECINA. E' fatta. Altri due giorni ancora e, lunedì mattina, si costituirà in via ufficiale il nuovo Cecina calcio. Enrico Marinai, l'avvocato che ha seguito la trattativa per il Comune, ha confermato la notizia e l'iscrizione al campionato di Terza categoria. Otto sono i soci fondatori, in attesa che nel 2011 entrino gli imprenditori: Marinai, tra i papabili per la presidenza; Giorgio Ciampini, Marcello Malfi, i due consiglieri comunali Francesco Musotto e Giuseppe Campodonico, già anticipati ieri, ai quali si aggiungono tre dirigenti del Palazzaccio (Ennio Casini, Franco Splendiani e Moreno Vivarelli). Dopodomani è in programma anche l'assemblea per eleggere il presidente e il consiglio per la stagione agonistica 2010-11, al via la prossima settimana con la campagna acquisti. Sì, perchè il sodalizio dovrà comporre la prima squadra lasciando il vivaio al Palazzaccio. «Non ci sono imprenditori - spiega Marinai - ma persone indicate dal sindaco Stefano Benedetti pronte a ricostruire il calcio a Cecina in nome della casacca rossoblù e della sua storia. Sarà un anno di transizione, in attesa che arrivi la cordata degli operatori. Lavoreremo con impegno, potenziando il settore giovanile e insegnando ai bimbi a giocare. Disputeremo le gare al 'Loris Rossetti' per riportare i rossoblù nella categoria che meritano». Per ora è la Terza, ma l'obiettivo è conquistare l'Eccellenza. Un discorso a parte lo merita il Comunale. Dal ventre gonfio dello stadio, nel 2009-10, è uscito di tutto, e non è il caso di riassumere un'altra volta le vicende che hanno portato alla scissione. Purtroppo, da maggio - quando Guido Pagliuca e i suoi ragazzi hanno festeggiato la salvezza in serie D - l'impianto è caduto in disgrazia. Chi lo ha visitato è rimasto senza parole: il manto è irriconoscibile. Prassi voleva che, a metà di ogni stagione, l'erba (sempre poca) lasciasse il posto alle zolle. Oggi è ancora peggio: non è stato mai annaffiato, basta e avanza per capire. Senza parlare del resto, ossia della manutenzione necessaria a ogni struttura. Appena a Palazzo civico ne rientreranno in possesso, non dovranno perdere un giorno per sistemarlo. Il «Rossetti» ha un fascino: dalle sue gradinate la partita si vede proprio bene, tanto che gli appassionati lo considerano degno della Seconda divisione, mai troppo rimpianta. Dal terreno di gioco all'allenatore e ai giocatori. Marinai afferma di non averne ancora parlato: è comprensibile, visti i giorni convulsi in cui, in collaborazione con il primo cittadino e la Polisportiva Palazzaccio, ha promosso le riunioni e incontrato gli imprenditori scommettendo su un progetto alternativo all'Asd schiacciata dai debiti (che potrebbe giocare a Donoratico) per ridare entusiasmo al popolo della domenica. A prescindere da chi siederà in panchina, molti ex tornerebbero volentieri. Non è un mistero per nessuno che questa gloriosa casacca, indossata da Bruno Frassinelli nei lontani Sessanta prima di trasferirsi in Belgio, piaccia. E i ragazzi che oggi bazzicano i tornei di provincia rientrerebbero gratis. Un gesto d'affetto che il mister di turno non deve sottovalutare: mai come questa volta, l'occasione è buona per coltivare l'entusiasmo e puntare alla vetta divertendosi, senza l'ossessione del risultato. Antonio Brontolone e Francesco Bacci meritano dunque una telefonata, se non altro per l'impegno e la non trascurabile professionalità esplicata in questi anni. Il Cecina ai cecinesi: per capirlo, è servito un sisma societario che ha ribaltato le gerarchie. (Nelle foto in alto, da sinistra: Marinai, Malfi, Ciampini e Casini)
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