Il Tirreno

Cecina: Sergio Vanni esce di scena

Michele Falorni
Sergio Vanni
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Sergio Vanni

«Il mio compito è finito». La cordata potrebbe incontrare il sindaco

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 CECINA. Il campionato è finito da sette giorni ma del Cecina si parla come se giocasse anche oggi. La squadra di Pagliuca ha conquistato la salvezza sul campo, ma la domanda è: frequenterà ancora la serie D? Fino al 30 giugno il presidente resta Giancarlo Pintossi, ma intanto il coordinatore della prima squadra Sergio Vanni ha terminato il suo compito ed esce di scena.  Toccherà al Comune riunire gli imprenditori per risvegliare il loro interesse? Presto sapremo.  Un passo alla volta. Non è un mistero che, finita l'attività agonistica, le società programmino subito il futuro. Il problema è che il Cecina è schiacciato dai debiti - forse 350mila euro - e non ha dirigenti. Che fare? Una soluzione va trovata, perché il tempo passa in fretta e oltre a pensare al parco giocatori, alla preparazione e alle amichevoli estive c'è pure da pagare l'iscrizione al campionato. Il Nazionale dilettanti è oneroso, e al «Loris Rossetti» l'aria è pessima. Impensabile, alla fine di maggio, rimanere così sperando che qualcosa accada.  «Esco - spiega Vanni - poiché il mio compito è terminato. Come molti ricorderanno, sono entrato per traghettare la squadra. All'inizio dovevo rimanere un mese, in attesa che la cordata rilevasse l'attività. Invece sono rimasto cinque mesi, fino all'ultima giornata. Colgo comunque l'occasione per ringraziare i ragazzi, l'allenatore, il Comune e, soprattutto, il sindaco Stefano Benedetti e l'avvocato Paolo Barabino, oltre allo staff tecnico, alle segretarie Cristina e Anna, a Fabio D'Ambrosio e a tutti gli altri collaboratori. Senza dimenticare Maurizio Mian, l'uomo che ha permesso al sodalizio di ripartire. Tutte queste persone sono state preziose, perché con la loro disponibilità hanno permesso al Cecina di proseguire il proprio cammino nel momento più delicato della sua storia».  Nessuno deve dimenticare ciò che è successo a dicembre, quando i giocatori firmarono la lista di svincolo a causa degli stipendi non pagati. In via Puccini, scoppiò la rivoluzione. Oggi è il 23 maggio e la situazione è in parte diversa. I rossoblù hanno confermato la categoria, ma i bilanci sono in pesante rosso.  Esistono dunque imprenditori pronti a investire capitali per ricominciare? Le voci si rincorrono e in città circolano i nomi di Umberto Mannoni, Umberto Buzzichelli e Bruno Chiavacci, conosciuti dall'amministrazione in quanto membri della cordata che, all'inizio di gennaio, ha salito per la prima volta le scale di Palazzo civico. Nei prossimi giorni, potrebbero di nuovo incontrare il primo cittadino.

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