Il dolore
«I giovani, una scommessa vinta»
Giorgio Creatini
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Unazione del Donoratico in un recente match e, sotto Gianluca Gronchi Mister Ilario Citi fa un bilancio della stagione del Donoratico
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DONORATICO. Il Donoratico chiude la sua stagione agonistica centrando l'obbiettivo che si era prefissato. Salvezza con largo anticipo e scalate verso le posizioni di vertice della graduatoria. Una squadra che ha regalato belle soddisfazioni alternate a prestazioni non all'altezza, ma in definitiva il bilancio come dicevamo è più che positivo, lo conferma anche Mister Ilario Citi che in questa intervista ripercorre il cammino dei suoi ragazzi e saluta la società amaranto dopo tre anni di panchina. Mister, obbiettivo raggiunto, squadra forte ma con qualche alto e basso. Cosa ci dice di questa sua terza stagione alla guida degli amaranto? Alla base c'è una grande soddisfazione per aver raggiunto questo obbiettivo che non era certo scontato. Per quanto riguarda gli alti e bassi sono d'accordo fino ad un certo punto. A dicembre questa squadra invece di essere rinforzata è stata indebolita, e con una rosa all'osso era molto difficile pensare che tutti i giocatori fossero sempre a disposizione. La società però ha optato per dare spazio ai giocatori del vivaio e quindi è chiaro che sotto l'aspetto dell'inesperienza e quando è venuto a mancare qualche pedina importante sia per squalifiche o per infortuni, abbiamo pagato pegno. Con il San Quirico per esempio c'erano quattro fuori tra infortuni e squalifiche, altri due sono usciti dopo venti minuti e in una squadra come questa con sei giocatori fuori si può perdere con chiunque. Ce l'ha con qualcuno? No, non è una polemica verso la società però faccio per chiarire alcune cose. Sono stracontento di questo campionato, per me è l'ultimo anno qui a Donoratico, sono stati tre anni bellissimi con il raggiungimento della promozione subito all'esordio e poi sfiorando i play-off negli altri due anni. Penso di aver svolto un buon lavoro; la società sapeva benissimo cos'è che mancava a questa squadra ma non ha fatto niente perché abbiamo dato spazio ai giovani. È una squadra che ha giocato con un'unica punta che ha saltato 14 partite, e quindi sfido qualsiasi allenatore a gestire una situazione del genere. Ritiene dunque di aver centrate gli obiettivi prefissati all'inizio? Penso che dopo 24 anni di panchine, ma non per merito mio ma soprattutto dei ragazzi, di aver raggiunto un grande obbiettivo in questa esperienza a Donoratico. Quest'anno non avrò ripensamenti perché tre anni sono tanti, sono stato bene qui, la società ha sempre rispettato gli impegni presi, lascio sperando e augurando con il cuore che Donoratico sportiva possa vivere anche momenti di maggior soddisfazione. Ringrazio tutti.
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