Il Tirreno

Crisi societaria, sfortuna e incidenti. «La vera svolta? Il derby col Rosignano»

Il miracolo di San Guido

Michele Falorni

Mister Pagliuca artefice della salvezza: «Ringrazio tutti»

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 CECINA. «Missione compiuta!». La sfida contro il Chioggia Sottomarina è finita da un istante, il Cecina ha strappato la salvezza e Guido Pagliuca balza in campo per abbracciare i suoi ragazzi. Il mister stringe i pugni, guarda verso il cielo e lancia il cappello: la stagione, anche se manca ancora un turno, è conclusa, e «ogni maledetta domenica» è un film i cui protagonisti sarano gli altri, e non più questa pattuglia di ragazzi minata da mille problemi ma mai doma. Oggi è un altro giorno, ma in via Puccini è festa, gli incubi sono già un ricordo.  «Ringrazio tutti: il mio vice e amico Federico Callai, il diesse Fabio D'Ambrosio, i preparatori Livio Mattanini, Andrea Del Gaudio e Alessandro Di Giovanni, professionisti veri, Sergio Vanni e Paolo Barabino, la nostra preziosa segretaria Cristina Bianchi. E i nostri tifosi veri». Il tecnico quasi stenta a trovare le parole, tanta è l'emozione per l'impresa compiuta. Il torneo 2009-10 sarà ricordato per il sisma societario, certo, ma soprattutto per la rimonta dei ragazzi, disposti ad allenarsi nel pantano del comunale pure quando non c'erano le casacche.  «Dedico volentieri un pensierino a Stefano Cuoghi - sorride il tecnico - che tanto ha parlato dimenticando che è più difficile salvarsi a Cecina in questa situazione che conquistare la Seconda divisione a Pisa. Sono stati mesi difficili, inutile nasconderlo, ma dal derby di Rosignano abbiamo cambiato passo, ritrovando la rotta e pianificando una settimana dopo l'altra il cammino da percorrere per arrivare almeno a quota 45. Sono contento per i giocatori di Cecina e, in particolare, per Francesco Cattenari, ottimo portiere dal sicuro avvenire». Una pausa e la parola passa, mentre fuori i tifosi chiamano i giocatori, a Callai, espulso a un pugno di secondi dal triplice fischio. «Lo spogliatoio ha fatto la differenza - racconta - e chi è venuto a dicembre ha dato tutto se stesso. Ma senza Guido e il suo lavoro a dicembre avremmo smesso».  

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