Sicurezza
VOLLEY
Donoratico, tonfo amaro
Giorgio Creatini
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Emma Zanolla, per lei 11 puntiIl pandoro come un avanzo di Natale, indigesto e soprattutto duro. Duro come i mattoni dei muri eretti dal Volley Verona al palavolley di Donoratico, indegesto per le ragazze di Menicucci. Shopova, Nardini e Fratoni ergevano delle dighe insuperabili che puntualmente finivano per disintegrare gli attacchi delle attaccanti gialloblù
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DONORATICO. Il pandoro come un avanzo di Natale, indigesto e soprattutto duro. Duro come i mattoni dei muri eretti dal Volley Verona al palavolley di Donoratico, indegesto per le ragazze di Menicucci. Shopova, Nardini e Fratoni ergevano delle dighe insuperabili che puntualmente finivano per disintegrare gli attacchi delle attaccanti gialloblù. Il punteggio darebbe l'idea di una sfida avvincente e mozzafiato, ma non è stato così.
Partita bruttina se si tolgono un paio di scambi davvero all'altezza della categoria, per il resto errori a go-go con Kathy Van Zeeland che prima recriminava del punto decisivo nel primo set per una discutibile decisone arbitrale, poi ci pensava da sola a consegnare il 2-0 alle veronesi dopo essere state in vantaggio per tutto il parziale anche di 5 punti (18-13) ed essere avanti sul 23-21 nella volata finale. Nella terza partita dopo un avvio brutto 4-8, si vedeva la riscossa delle locali che arrivavano al 16-14. Poi di nuovo quel pandoro a galleggiare sullo stomaco. Zanolla sparava fuori misura, e il muro, ancora lui, chiudeva il conto sulla Marquez e su una Wood in serata no.
Niente drammi, tuttavia, in casa gialloblù: sconfitta indolore ai fini della classifica, ma un atteggiamento così gli sportivi non lo avevano ancora visto in casa gialloblù e un briciolo di preoccupazione emergeva dai commenti del pubblico che anche ieri sera avevano praticamente esaurito i posti del palavolley. Onore al merito alla squadra Veronese che fa un grosso passo avanti in classifica e vede la salvezza: del resto la vittoria a Donoratico è stata fortemente voluta e in campo si vedeva chiaramente la maggior determinazione delle ragazze di Guidetti al cospetto di una squadra un po' spenta che attende la prossima sosta come manna dal cielo per recuperare energie.
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