Il Tirreno

FISCO

Buco con il fisco, ragioniere indagato

Alessandro De Gregorio
L’officina Martellacci, quella più colpita dal fisco: 450mila euro
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L’officina Martellacci, quella più colpita dal fisco: 450mila euro

«Ma qui è un disastro...». Quando il nuovo commercialista ha mostrato loro i conti, sono sbiancati. Fra tutti e due, quegli imprenditori dovevano al fisco oltre mezzo milione di euro. «Eppure avevamo pagato...». Superato lo choc, hanno telefonato all'ex consulente. E poi lo hanno denunciato.

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CECINA. «Ma qui è un disastro...». Quando il nuovo commercialista ha mostrato loro i conti, sono sbiancati. Fra tutti e due, quegli imprenditori dovevano al fisco oltre mezzo milione di euro. «Eppure avevamo pagato...». Superato lo choc, hanno telefonato all'ex consulente. E poi lo hanno denunciato.

Ora anche la Procura vuole vederci chiaro: il ragioniere Andrea Imbroglia, 53 anni, tributarista cecinese con studio in viale Italia, è indagato per appropriazione indebita. Stando alle accuse, negli ultimi tre anni avrebbe ricevuto dai due imprenditori oltre trecentomila euro in assegni bancari. Somme che sarebbero dovute servire per pagare Iva e altre imposte. Ma che invece sarebbero finite nelle sue tasche. Quelle cifre, maggiorate da interessi e sanzioni, sono poi diventate 450mila euro per la ditta Martellucci e 90mila per la ditta Fontani, due società in nome collettivo con sede a Cafaggio, Campiglia. Una accanto all'altra. La prima si occupa di revisioni meccaniche, la seconda di giardinaggio e materiali agricoli. Martellucci e Fontana erano clienti di Imbroglia fino a poche settimane fa. Poi, per una questione bancaria, avevano rotto col ragioniere e si erano rivolti allo studio Gargani di Venturina. Il nuovo commercialista aveva controllato bilanci e posizioni generali. E aveva scoperto il problema. Un grosso problema. Per il fisco, le ditte risultavano inadempienti e morose da tre anni.

A quel punto i due imprenditori si sono rivolti a uno studio legale e insieme al loro avvocato, Andrea Di Giuliomaria, a metà dicembre hanno denunciato il ragioniere alla Procura. Nell'esposto si ipotizzano i reati di truffa aggravata e appropriazione indebita, pure aggravata. Per la Procura la posizione attuale di Imbroglia è quella di persona indagata per la sola appropriazione indebita. Sono in corso accertamenti sia da parte dei querelanti che da parte dell'indagato, difeso dall'avvocato Alberto Uccelli: «Io non sono ancora entrato in scena - dice Uccelli - al momento se ne sta occupando il ragioniere Alessandro Scapuzzi. Va prima di tutto ricostruita la situazione contabile e il quadro fiscale. Poi vedremo se e quando il magistrato vorrà sentirci.

Per ora so soltanto che siamo in presenza di due casi isolati, tutti da capire e approfondire. Ci sono stati tentativi di accordo tra le controparti, andati a vuoto. Credo che la denuncia in questi casi scatti automaticamente anche perché conviene, è l'unico modo per non pagare le sanzioni». Vero, in casi come questo le sanzioni verrebbero revocate in caso di condanna penale. Ma non i tributi non versati. A un eventuale processo, in cui i querelanti annunciano di volersi costituire parte civile, la partita si giocherà proprio su risarcimenti e provvisionali. Perché l'obiettivo dichiarato di Martellucci e Fontana non è una condanna in sé, ma quello di non dover sborsare così tanto denaro da dover chiudere bottega.

Parlare di processo però è assai prematuro. Al momento c'è questa indagine, appena nata. C'è già anche una mole di documenti prodotti dall'avvocato Di Giuliomaria, che dimostrerebbero come i suoi clienti avessero pagato le somme dovute allo Stato tramite assegni intestati a Imbroglia; e che non potessero conoscere la loro posizione fiscale in quanto, in base al sistema informatico, erano domiciliati presso lo studio del regioniere. In altre parole, secondo le accuse: loro consegnavano gli assegni a Imbroglia, che invece di girarli se li teneva. Al quale Imbroglia, e solo a lui, giungevano poi le comunicazioni e i solleciti dell'agenzia delle entrate. Avvisi rimasti nel suo ufficio. Fino a dicembre.

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