La manifestazione
Arrestati sull'auto alla Diabolik
Alessandro De Gregorio
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Gli agenti mostrano i nascondigli dove erano stati nascosti i ferri del mestiere: ricetrasmittenti, guanti, scanner, auricolari, navigatori, una torcia e lunghi cacciavite A destra, gli oggetti sequestratiUno è fuggito, gli altri due no. Secondo la polizia è la banda delle ville e stava per commettere un altro furto. Giovani ma organizzati: basta vedere come avevano modificato l'auto, una Golf Gt scura dove erano stati ricavati nascondigli per i ferri del mestiere
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CECINA. Uno è fuggito, gli altri due no. Secondo la polizia è la banda delle ville e stava per commettere un altro furto. Giovani ma organizzati: basta vedere come avevano modificato l'auto, una Golf Gt scura dove erano stati ricavati nascondigli per i ferri del mestiere.
Angelo Bianchi (28 anni) e Devis De Rossi (22), entrambi di Asti e con numerosi precedenti specifici, sono finiti alle Sughere in attesa dell'udienza di convalida davanti al gip. Non parlano. Il caso è stato affidato al sostituto Massimo Mannucci.
I due astigiani sono stati arrestati venerdì pomeriggio. Un uomo che abita in via Giordano Bruno e al quale ignoti avevano già svaligiato la casa l'8 agosto, ha visto quella Golf scura. Gli è sembrata la stessa che aveva notato il giorno del furto. L'uomo ha chiamato il 113. Una volante era nei paraggi e si è fiondata lì. In pattuglia l'assistente capo Roberto Cristiano e l'assistente Enrico Bertini, che raccontano l'operazione.
«La Golf - spiega Cristiano - era parcheggiata all'angolo tra via Bruno e via Vico. Dentro erano in tre. Uno è fuggito appena ci ha visti, noi ci siamo preoccupati di bloccare l'auto e gli altri. Bianchi ha cercato di ripartire ma gli abbiamo sfilato le chiavi dal cruscotto. De Rossi era nascosto, rannicchiato dietro i sedili posteriori. Abbiamo fatto un accertamento al terminale. L'auto risultava pulita, quei due no».
Cioè sono venuti fuori i precedenti. Bianchi e De Rossi sono stati accompagnati in commissariato. Non hanno detto niente. Sapendo anche che la polizia aveva in mano solo la loro fedina penale. Cioè mosche.
Finché non è stata «radiografata» la macchina. «Un collega che ha una Golf ha avuto un'intuizione - aggiunge Bertini - e ci ha guidati nella perquisizione».
Nuova fiammante, scura, potente. E piena di segreti. Quella Golf sembrava proprio la macchina di Diabolik. Intestata a un'amica di Vercelli, incensurata - che comunque rischia un'incriminazione per favoreggiamento - l'auto aveva la targa non punzonata ma fissata con semplici viti. Si sospetta che fosse uno stratagemma per cambiarla. C'è un dettaglio da accertare: tempo fa qualcuno segnalò quella targa alla polizia ma le due ultime lettere non tornavano (RG anziché GR). E quella sbagliata risulta radiata.
In ogni caso, quella Gt custodiva oggetti particolari. Ricetrasmittenti e scanner per sintonizzarsi sulle frequenze della polizia, oltre a guanti particolari (più spessi, per non lasciare impronter) erano nascosti in un vano ricavato sul tettuccio, sotto le alette parasole. Per accedervi bisognava rimuovere il piccolo portaocchiali. Altri guanti, auricolari, una piccola torcia, erano in un doppiofondo ricavato all'interno del vano portaoggetti, sotto il cruscotto. I lunghi cacciavite infine erano riposti lungo il cambio, sotto un pannello rimuovibile.
Mancavano solo i razzi fumogeni ed Eva Kant.
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