Il dolore
CECINA SPORT
Rossoblù ancora in emergenza
Michele Falorni
Dopo il ko interno col Borgo a Buggiano serve una svolta. I veneti sono reduci dal successo con il Castelfranco
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CECINA. Costretto dalla sconfitta di domenica a spremersi per tornare nel giro che conta, il Cecina gioca oggi sul campo dell'Adriese. I rossoblù recupereranno nel pomeriggio la partita rinviata domenica 20, quando i padroni di casa chiesero lo stato di calamità a causa dell'alluvione. Guido Pagliuca e la sua pattuglia vogliono vincere, perché i tre punti garantirebbero un passo avanti in attesa della prossima gita, che il 4 ottobre li vedrà protagonisti sul prato del Fossombrone.
In via Puccini non è un momento facile, per via degli infortuni che hanno costretto Jacopo Sbravati e Luca Vivaldi e non solo a rallentare la corsa. Nel caso del centrocampista, il problema al ginocchio è da valutare, mentre il difensore torna a disposizione. Lo stesso vale per il centrale Alessandro Capone, che come l'allenatore ha scontato la squalifica e potrebbe giocare. In Veneto, visto cosa è successo nelle prime settimane del torneo, ci sarà da soffrire. E come se non bastasse, dall'altra parte c'è una formazione che fino a quest'anno nessuno conosceva per via del girone.
La classifica dice abbastanza sugli stati d'animo che riguardano le società oggi interessate dal recupero. Domenica l'Adriese ha battuto il Castelfranco 3-2, in capo a una partita ricca di episodi ed emozioni. Il successo ha permesso a quei signori di raggiungere quota 7 e di agganciare proprio il Cecina, che al comunale ha lasciato il bottino al Borgo a Buggiano, rigenerato più dai rossoblù che dal cambio in panchina. Lo schiaffo, che in via Puccini non hanno ancora smaltito, ha prodotto il più brusco dei risvegli e aperto una riflessione su come il campionato sia pieno di trappole.
Pagliuca, lui, ha chiesto un bagno di umiltà per riannodare la trama tessuta con pazienza (e merito) nelle "puntate" precedenti, quando quasi tutto andava bene. Per carità, si può perdere, a patto che non si rinunci a giocare. La politica dei lanci dalla difesa al centrocampo ha aiutato soltanto i difensori avversari e non le punte cecinesi: per questo, dopo la rifinitura di ieri, il vertice operativo si aspetta l'inversione di rotta.
Che gli impegni si moltiplichino è evidente, ma non è pensabile arrendersi alla prima difficoltà.
In via Puccini non è un momento facile, per via degli infortuni che hanno costretto Jacopo Sbravati e Luca Vivaldi e non solo a rallentare la corsa. Nel caso del centrocampista, il problema al ginocchio è da valutare, mentre il difensore torna a disposizione. Lo stesso vale per il centrale Alessandro Capone, che come l'allenatore ha scontato la squalifica e potrebbe giocare. In Veneto, visto cosa è successo nelle prime settimane del torneo, ci sarà da soffrire. E come se non bastasse, dall'altra parte c'è una formazione che fino a quest'anno nessuno conosceva per via del girone.
La classifica dice abbastanza sugli stati d'animo che riguardano le società oggi interessate dal recupero. Domenica l'Adriese ha battuto il Castelfranco 3-2, in capo a una partita ricca di episodi ed emozioni. Il successo ha permesso a quei signori di raggiungere quota 7 e di agganciare proprio il Cecina, che al comunale ha lasciato il bottino al Borgo a Buggiano, rigenerato più dai rossoblù che dal cambio in panchina. Lo schiaffo, che in via Puccini non hanno ancora smaltito, ha prodotto il più brusco dei risvegli e aperto una riflessione su come il campionato sia pieno di trappole.
Pagliuca, lui, ha chiesto un bagno di umiltà per riannodare la trama tessuta con pazienza (e merito) nelle "puntate" precedenti, quando quasi tutto andava bene. Per carità, si può perdere, a patto che non si rinunci a giocare. La politica dei lanci dalla difesa al centrocampo ha aiutato soltanto i difensori avversari e non le punte cecinesi: per questo, dopo la rifinitura di ieri, il vertice operativo si aspetta l'inversione di rotta.
Che gli impegni si moltiplichino è evidente, ma non è pensabile arrendersi alla prima difficoltà.
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