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cecina sport
A scuola di dribbling dal Real
Andrea Rocchi
◗
Ruben Maroto con Francesco Agosti spiega ai bambini del campLezioni dalle 9 alle 18 (con piscina e siesta) Protti padrone di casa
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RIPARBELLA. "Vamos Mattia, adelante..." Nella quiete di una calda giornata di luglio, su un tappeto di erba sintetica dove 40 ragazzini, tra i 6 e i 16 anni, corrono come forsennati, una voce più marcata rompe il silenzio dettato da una comprensibile stanchezza. Sono le 16 al San Martino di Riparbella e la voce che detta intensità e tensione ai piccoli galacticos in camiseta blanca è quella di Ruben Maroto, giovane preparatore tecnico del Real Madrid. In un altro spicchio di campo c'è il collega Santiago Sanchez, che nel Real allena le giovani promesse classe 1995.
Sta impartendo ordini ai più grandicelli del gruppo. Siamo al primo camp che il prestigioso club iberico, oggi la società più forte (e ricca) del globo, ha organizzato in Toscana, sulle nostre colline, approfittando della collaborazione dei gestori dell'impianto di San Martino e di un padrone di casa d'eccezione - Igor Protti - che è il proprietario dell'hotel e dell'annesso centro benessere.
Sono arrivati dalle squadre giovanili di Cecina, Livorno, Rosignano, Bibbona (e altre ancora) i partecipanti al camp, attirati certo dal richiamo del marchio Real ma anche dall'esperienza del team tecnico. Primo tra tutti Andrea Prunecchi, 58 primavere, un passato importante di calciatore di serie A ed un presente come allenatore di grandi ma anche di piccoli giocatori (oggi è il responsabile della scuola calcio rossoblù). Con l'esperto mister c'è Francesco Agosti, per tutti Ago, anche egli un passato da calciatore del Cecina ed oggi alla guida della formazione rossoblù di calcio a 5. Lui, insieme a Luca Rombolini, è il gestore dell'impianto. Un tandem di instancabili organizzatori che in questa prima settimana di camp appena trascorsa non si sono fermati un attimo per rispettare la tabella di marcia di un esclusivo meeting europeo di calcio. E poi un'altra ex stella del grande calcio, quel Graziano Mannari, ex Milan, che al Bernabeu ha lasciato un ricordino.
La scuola madrilista per giovani aspiranti campioni funziona così: alle 8,30 ritrovo al campo, alle 9 inizio della seduta di preparazione, alle 12 pausa e bagno in piscina, siesta, e alle 15,15 tutti di nuovo in campo per imparare i fondamentali (lo stop, il tiro, il passaggio, il colpo di testa, il dribbling) ma anche semplici e basilari tecniche di gioco e movimenti che il club iberico ha ormai stampato nel dna di ogni preparatore tecnico. Sanchez e Maroto si spiegano in spagnolo e in un italiano un po' arrangiato, ma comprensibile. Quando i ragazzi non capiscono ecco che in loro soccorso arrivano Prunecchi & co. Le giornate al camp (dal lunedì al sabato in gruppi di 120 bambini divisi in 3 turni) filano via velocissime, tra gli sguardi incuriositi di tanti genitori che dalle 17 in poi accorrono per seguire le partitelle dei figli. Le squadre, manco a dirlo, hanno i nomi dei campionissimi del Real Madrid: Raul, Ronaldo, Kaka, Casillas... E tra i genitori appollaiati ai margini del campo spunta anche qualche uomo di calcio, osservatori ma anche preparatori che vengono a studiare segreti che Sanchez e Maroto custodiscono gelosamente, ma non troppo. Loro, i piccoli galacticos, alternano a giorni la camiseta blanca a quella blu che hanno avuto insieme ad una t-shirt per il tempo libero. Poi c'è anche il merchandising: borse, zainetti e dvd, ma questo fa parte del gioco. Per il Real Madrid, del resto, l'Italia (insieme ad altri Paesi europei) è un'ottima base per diffondere e sviluppare il marchio. E la prima esperienza in Toscana, al San Martino, sta dando frutti importantissimi. La prima settimana è volata via: i ragazzi hanno ricevuto una valutazione tecnica e un diploma di frequenza del camp. Uno di loro - Lorenzo Armani, giovane portiere del Rosignano - ha addirittura vinto in premio una seconda settimana al camp dopo essersi distinto come miglior allievo della scuola. E tra questi 40 ragazzini c'è già qualcuno su cui il club iberico potrebbe puntare gli occhi. Perché il calcio di oggi è questo (Manchester insegna) e se da qualche parte della terra c'è un talento in erba i grandi club fanno a gara per assicurarselo e farlo crescere. Ma il camp del Real è anche un momento di gioco e divertimento. Lo ricorda un grande professionista come Igor Protti, alla giornata finale della prima settimana di camp (dove c'è anche la stella del calcio a 5 Andrea Bearzi): "Sono contento perché se questi giovani sono così è perché hanno alle spalle dei genitori e delle famiglie che li fanno crescere bene". Uno spot per il calcio.
Ecco i partecipanti del primo gruppo: Lorenzo Armani, Riccardo Italiano, Cristiano Pellicci, Luca Lippi, Edoardo Masini, Tommaso Marchi, Federico Franchini, Tommaso Pantani, Matteo Pini, Filippo Barsotti, Edoardo Montorzi, Lorenzo Balducci, Matteo Persico, Lorenzo Bertoli, Matteo Novelli, Alessandro Lazzerini, Luca Orazzini, Francesco Cantagalli, Francesco La Valle, Leonardo Zoppi, Matteo Paoletti, Riccardo Gemma, Samuele Cerri, Iacopo Becherini, Iacopo Garfagnini, Niccolò Calabrese, Tommaso Andolfi, Iacopo Franzoni, Manuel Vitali, Tommaso Persico, Lorenzo Tognotti, Lorenzo Rocchi, Edoardo Giovannoni, Niccolò Macchioni, Mattia Pardera, Tiziano Vadi, Federico Benvenuti, Francesco Ranieri, Diego Magalini, Joaquin Gomez, Nicolas Provinciali, Mattia Ballini, Riccardo Pittaro.
Sta impartendo ordini ai più grandicelli del gruppo. Siamo al primo camp che il prestigioso club iberico, oggi la società più forte (e ricca) del globo, ha organizzato in Toscana, sulle nostre colline, approfittando della collaborazione dei gestori dell'impianto di San Martino e di un padrone di casa d'eccezione - Igor Protti - che è il proprietario dell'hotel e dell'annesso centro benessere.
Sono arrivati dalle squadre giovanili di Cecina, Livorno, Rosignano, Bibbona (e altre ancora) i partecipanti al camp, attirati certo dal richiamo del marchio Real ma anche dall'esperienza del team tecnico. Primo tra tutti Andrea Prunecchi, 58 primavere, un passato importante di calciatore di serie A ed un presente come allenatore di grandi ma anche di piccoli giocatori (oggi è il responsabile della scuola calcio rossoblù). Con l'esperto mister c'è Francesco Agosti, per tutti Ago, anche egli un passato da calciatore del Cecina ed oggi alla guida della formazione rossoblù di calcio a 5. Lui, insieme a Luca Rombolini, è il gestore dell'impianto. Un tandem di instancabili organizzatori che in questa prima settimana di camp appena trascorsa non si sono fermati un attimo per rispettare la tabella di marcia di un esclusivo meeting europeo di calcio. E poi un'altra ex stella del grande calcio, quel Graziano Mannari, ex Milan, che al Bernabeu ha lasciato un ricordino.
La scuola madrilista per giovani aspiranti campioni funziona così: alle 8,30 ritrovo al campo, alle 9 inizio della seduta di preparazione, alle 12 pausa e bagno in piscina, siesta, e alle 15,15 tutti di nuovo in campo per imparare i fondamentali (lo stop, il tiro, il passaggio, il colpo di testa, il dribbling) ma anche semplici e basilari tecniche di gioco e movimenti che il club iberico ha ormai stampato nel dna di ogni preparatore tecnico. Sanchez e Maroto si spiegano in spagnolo e in un italiano un po' arrangiato, ma comprensibile. Quando i ragazzi non capiscono ecco che in loro soccorso arrivano Prunecchi & co. Le giornate al camp (dal lunedì al sabato in gruppi di 120 bambini divisi in 3 turni) filano via velocissime, tra gli sguardi incuriositi di tanti genitori che dalle 17 in poi accorrono per seguire le partitelle dei figli. Le squadre, manco a dirlo, hanno i nomi dei campionissimi del Real Madrid: Raul, Ronaldo, Kaka, Casillas... E tra i genitori appollaiati ai margini del campo spunta anche qualche uomo di calcio, osservatori ma anche preparatori che vengono a studiare segreti che Sanchez e Maroto custodiscono gelosamente, ma non troppo. Loro, i piccoli galacticos, alternano a giorni la camiseta blanca a quella blu che hanno avuto insieme ad una t-shirt per il tempo libero. Poi c'è anche il merchandising: borse, zainetti e dvd, ma questo fa parte del gioco. Per il Real Madrid, del resto, l'Italia (insieme ad altri Paesi europei) è un'ottima base per diffondere e sviluppare il marchio. E la prima esperienza in Toscana, al San Martino, sta dando frutti importantissimi. La prima settimana è volata via: i ragazzi hanno ricevuto una valutazione tecnica e un diploma di frequenza del camp. Uno di loro - Lorenzo Armani, giovane portiere del Rosignano - ha addirittura vinto in premio una seconda settimana al camp dopo essersi distinto come miglior allievo della scuola. E tra questi 40 ragazzini c'è già qualcuno su cui il club iberico potrebbe puntare gli occhi. Perché il calcio di oggi è questo (Manchester insegna) e se da qualche parte della terra c'è un talento in erba i grandi club fanno a gara per assicurarselo e farlo crescere. Ma il camp del Real è anche un momento di gioco e divertimento. Lo ricorda un grande professionista come Igor Protti, alla giornata finale della prima settimana di camp (dove c'è anche la stella del calcio a 5 Andrea Bearzi): "Sono contento perché se questi giovani sono così è perché hanno alle spalle dei genitori e delle famiglie che li fanno crescere bene". Uno spot per il calcio.
Ecco i partecipanti del primo gruppo: Lorenzo Armani, Riccardo Italiano, Cristiano Pellicci, Luca Lippi, Edoardo Masini, Tommaso Marchi, Federico Franchini, Tommaso Pantani, Matteo Pini, Filippo Barsotti, Edoardo Montorzi, Lorenzo Balducci, Matteo Persico, Lorenzo Bertoli, Matteo Novelli, Alessandro Lazzerini, Luca Orazzini, Francesco Cantagalli, Francesco La Valle, Leonardo Zoppi, Matteo Paoletti, Riccardo Gemma, Samuele Cerri, Iacopo Becherini, Iacopo Garfagnini, Niccolò Calabrese, Tommaso Andolfi, Iacopo Franzoni, Manuel Vitali, Tommaso Persico, Lorenzo Tognotti, Lorenzo Rocchi, Edoardo Giovannoni, Niccolò Macchioni, Mattia Pardera, Tiziano Vadi, Federico Benvenuti, Francesco Ranieri, Diego Magalini, Joaquin Gomez, Nicolas Provinciali, Mattia Ballini, Riccardo Pittaro.
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